gli [n] punti del programma elettorale


Sono 4 i punti cruciali attorno ai quali ruota il programma della lista comune Pd- Siamo Europei, creata da Nicola Zingaretti e Carlo Calenda: le Persone, il Territorio, la Sicurezza e un nuovo concetto di Democrazia da sviluppare al meglio in Europa. Molto, se non tutto, è cambiato dalle ultime elezioni europee del 2014. Il Partito democratico è passato dal 40,8 % dei voti alle Europee di cinque anni fa al 18,7 % alle elezioni politiche del 2018, Nicola Zingaretti ha preso il posto di Matteo Renzi e il programma ha cambiato forma.

Le persone, l’istituzione di un salario minimo comune

Per rilanciare crescita e occupazione il programma propone un piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture, energie rinnovabili e welfare. Si parla di un’indennità europea di disoccupazione per i paesi in recessione o con un alto numero di persone senza lavoro.

Di pari passo col piano d’investimenti, un progetto per la crescita dei salari al fine di rafforzare il potere d’acquisto e la produttività in modo omogeneo e coordinato. Un salario minimo europeo, calcolato su parametri regolati in base alle condizioni dei diversi paesi e definito attraverso la concertazione tra sindacati e imprese.6 miliardi di euro nel bilancio europeo dedicati ai bambini svantaggiati del nostro continente e la riformulazione di “Garanzia giovani”, per favorire l’accesso al mondo del lavoro. Inoltre un piano per favorire l’occupazione femminile e imporre equità nelle retribuzioni tra uomini e donne.

Per quanto riguarda il cambiamento climatico, necessario dimezzare le emissioni entro il 2030 per arrivare a zero emissioni nel 2050. Alti obiettivi di riciclaggio e 290 miliardi l’anno di investimenti per arrivare alla completa decarbonizzazione del sistema energetico europeo.

Il territorio, tutela dei prodotti, delle culture e delle diversità

Obiettivo principale: la protezione della manifattura italiana ed europea. Un mercato che protegga e sostenga le produzioni italiane con adeguate politiche fiscali e che le guidi nel lungo processo di digitalizzazione della società europea. 5 miliardi da stanziare per le periferie e le aree urbane che soffrono la perdita di servizi essenziali.

Sicurezza, equa ripartizione dei rifugiati

Tema centrale nell’attuale quadro politico europeo. Secondo il programma, occorre riformare il regolamento di Dublino sulla base del testo votato dal Parlamento. Il principio è quello dell’ “equa ripartizione” dei rifugiati con diritto d’asilo, con un inasprimento delle sanzioni per chi non collabora. Gestione comune dei flussi e delle frontiere europee senza dimenticare le politiche di integrazione. Necessario un nuovo partenariato Europa-Africa per promuovere lo sviluppo e sradicare la povertà.

Democrazia, Parlamento e Consiglio sullo stesso piano

Tra le proposte c’è infine quella far eleggere direttamente il presidente della Commissione europea, così da avvicinare le istituzioni ai cittadini. Inoltre il Parlamento, che rappresenta i cittadini dell’Unione e il Consiglio, che rappresenta gli Stati, devono essere sullo stesso piano. Nel programma si rilancia la “Cittadinanza attiva europea”, per offrire opportunità di volontariato transnazionale ai giovani attraverso il contributo di organizzazioni no profit e imprese sociali.






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