Gesto delle manette alla Camera e bagarre del Pd contro Fico



Bagarre alla Camera, seduta prima sospesa e poi chiusa definitivamente a Montecitorio. Il presidente Roberto Fico ha messo fine all’esame della proposta di legge costituzionale sul referendum, rinviando tutto a martedì. A scatenare il caos il gesto delle manette rivolto da Giuseppe D’Ambrosio (M5s) all’indirizzo di Gennaro Migliore (Pd).

Il gesto delle manette

Dopo che D’Ambrosio ha incrociato i polsi, rivolgendosi a Migliore, i deputati del Pd ne hanno chiesto l’espulsione dall’Aula. C’è chi ha urlato “fascista”. Il presidente Fico ha spiegato che D’Ambrosio è stato richiamato all’ordine e il gesto sarebbe stato oggetto di discussione nella riunione del collegio dei Questori. Ma al Pd non è bastato: “Se non si scusa o non lo espelle noi abbandoniamo l’Aula”, ha detto Emanuele Fiano.

La protesta dei deputati Pd

Gli esponenti Dem sono poi andati “all’assalto del banco” della presidenza per protestare. Un deputato Pd ha lanciato fogli al presidente, un altro ha fatto volare una delle sedie del governo. I commessi si sono messi in mezzo per fermare l’assalto, guidato da Fiano. Dopo che i deputati del Pd hanno abbandonato l’Aula, il presidente della Camera Fico “apprezzate le circostanze” dopo la bagarre ha chiuso la seduta.

Fico: “Ho sbagliato a dire arrivederci”

Mentre i deputati del Pd lasciavano l’Aula di Montecitorio, il presidente Fico ha detto “arrivederci”: ciò avrebbe rinfocolato la protesta dei dem. “Siccome c’è stata un pò di tensione con il Pd che salutava mentre lasciava l’Aula, chiedo scusa per aver risposto ‘arrivederci’. Quando sbaglio pago e chiedo scusa. E’ stata mia colpa e mio errore”, ha detto nell’Aula della Camera Fico prima di chiudere la seduta.


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