Garante Privacy si appresta a sanzionare Facebook per il caso Cambridge Analytica



Facebook rischia grosso anche in Italia per il caso Cambridge Analytica. Dopo che gli equivalenti europei e internazionali erano già intervenuti, anche il Garante per la privacy italiano è pronto a sanzionare Facebook per l’incidente.

Una vasta operazione di monitoraggio e profiling per fini politici, Cambridge Analytica è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, mostrando una volta per tutte le criticità dell’ecosistema Facebook sul fronte democrazia e tenuta della società. Un archivio contenente informazioni dettagliatissime su milioni di elettori americani e non solo, che anche dopo lo scoppio del bubbone —e il minuzioso media coverage durato per mesi— non si sa bene che fine abbia fatto, e se sia stato definitivamente distrutto.

Facebook, questo è certo, non aveva gestito bene la questione, prendendola sotto gamba. Ora arrivano le sanzioni da parte di tutto il mondo. Dal Regno Unito era arrivata la multa massima prevista per violazioni di questo tipo, sulla stessa strada la Germania, e molti altri importanti attori a livello Europeo.

Il Garante per la privacy italiano ha terminato la fase di istruttoria avviata nei confronti di Facebook per il caso Cambridge Analytica, evidenziando come anche i dati dei cittadini italiani ottenuti dall’app This is your digital life siano stati gestiti in modo illecito —per quanto non inviati a Cambridge Analytica, specifica l’ANSA.

Il Garante ha richiesto l’interruzione del trattamento dei dati sopra menzionati, annunciando di riservarsi di avviare anche un procedimento sanzionatorio.

Stiamo esaminando la decisione del Garante Privacy e risponderemo a breve“, ha detto un portavoce di Facebook. “L’indagine è nata dalla preoccupazione che i dati dei cittadini italiani potessero essere stati impattati da Cambridge Analytica ma, come abbiamo già chiarito, le prove mostrano che il dottor Kogan ha condiviso con Cambridge Analytica solo i dati relativi agli utenti statunitensi“.



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