Fondi russi alla Lega, conte riferirà in Senato il 24 luglio


Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato la disponibilità a riferire in Aula al Senato il 24 luglio sul caso dei presunti fondi russi destinati alla Lega. A riferirlo è stato prima il capogruppo Pd Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. “È stata accolta la richiesta Pd”, ha detto. La conferma è arrivata poi dal calendario approvato: l’intervento è previsto per le 16.30. Le modalità di svolgimento ancora non sono state specificate.

Scontro alla Camera tra Dem e maggioranza

Già in mattinata, alla ripresa dei lavori delle commissioni Affari costituzionali e giustizia della Camera sul decreto sicurezza bis, i parlamentari Dem hanno iniziato una serie di interventi a raffica per rallentare le operazioni e invocare la presenza in Aula del ministro dell’Interno Matteo Salvini. I Dem chiedono che il leader del Carroccio riferisca in Parlamento sul caso Russia. Quando i deputati del Pd hanno provato a bloccare i lavori sul decreto Sicurezza bis, si è acceso uno scontro con la maggioranza. Nel momento in cui la maggioranza ha provato a proseguire le votazioni, superando l’ostruzionismo Dem, i deputati Pd sono andati verso i banchi della presidenza. Secondo quanto riferito da esponenti dell’opposizione, la deputata Barbara Saltamartini “si è scagliata contro Enza Bruno Bossio, sbattendole giù il microfono”.

Zingaretti: “Positivo Conte in Senato”

Intanto, l’intervento programmato di Giuseppe Conte è stato accolto positivamente dal segretario del Pd Nicola Zingaretti: “La presenza del premier Conte al Senato, per riferire sulla vicenda Savoini, è un fatto positivo, perché, in una Repubblica parlamentare, è arrogante e anomalo che il governo non riconosca le prerogative del Parlamento”. Ieri, 16 luglio, era stato lo stesso Nicola Zingaretti, a chiedere un chiarimento da parte del ministro Salvini sul caso Russia: “Non è nelle prerogative di un ministro sottrarsi alla volontà del Parlamento che chiede di ascoltarlo”, aveva detto.






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