Fondi Lega-Russia, Salvini non va in Aula. Il Pd protesta


Il caso sui presunti fondi russi destinati al Carroccio fa crescere la tensione nella maggioranza. La procura di Milano non ascolterà Matteo Salvini nell’ambito dell’inchiesta che vede protagonista il leghista Gianluca Savoini, indagato per corruzione internazionale. Ma sulla questione, il M5s è in pressing, con Luigi Di Maio che incalza: “Chiarisca”. Il leader pentastellato arriva a evocare la crisi di governo e ad accusare il collega vicepremier di aver usato il tavolo con i sindacati al Viminale, lunedì, per coprire il caso russo. I pentastellati continuano a chiedere all’alleato di governo di riferire in Parlamento. E Salvini risponde: “Certo che vado in Parlamento. Ci vado bisettimanalmente e per il question time”. Intanto, il Pd Protesta: occupa la commissione e sbandiera in Aula foto giganti di Salvini con Savoini.

L’inchiesta sui presunti fondi russi “lunga e difficile”

Tutto ruota intorno all’inchiesta di Milano che, come spiega il procuratore Francesco Greco, è “lunga e difficile”. Il legale di Savoini, figura centrale del caso, ha fatto sapere che il suo assistito “parlerà a indagini chiuse”. Mentre il Cremlino ha offerto collaborazione nelle indagini, ma ha precisato: non sono ”mai” sono stati dati soldi a partiti italiani. Intanto, viene svelata l’identità del terzo italiano presente all’hotel Metropol di Mosca, con Savoini e Gianluca Meranda. Come scrive Repubblica, si tratterebbe di Francesco Vannucci, collaboratore dell’avvocato Meranda, che definisce l’incontro “assolutamente professionale”.

Pd protesta. Zingaretti: “Se Parlamento chiama, Salvini non può sottrarsi”

Sul caso, nel frattempo, scoppia la protesta del Pd. Il segretario Nicola Zingaretti ha incontrato al Senato Elisabetta Casellati e ha chiesto un appuntamento a Roberto Fico: la richiesta è che il premier Giuseppe Conte riferisca al Senato e Salvini alla Camera. Ma nella riunione dei capigruppo di Montecitorio Riccardo Fraccaro fa sapere che il ministro dell’Interno non ha ancora dato la sua disponibilità. Si scatena così la protesta dei dem, con l’occupazione dell’Aula della commissione dove da due giorni stanno facendo ostruzionismo al decreto sicurezza bis di Salvini. “Non è nelle prerogative di un ministro sottrarsi alla volontà del Parlamento che chiede di ascoltarlo”, incalza Zingaretti. Per il Pd il question time non basta, perché durerebbe solo sei minut. I tempi sono rigidamente dettati dal regolamento: il proponente ha un minuto per illustrare la sua domanda, il ministro ha tre minuti per la sua risposta e poi il proponente ha altri due minuti per la replica. Altra cosa è l’informativa: il ministro si presenterebbe in Aula a discutere di un argomento preciso – in questo caso quanto emerge su Gianluca Savoini e i rapporti con la Russia – ma poi ciascun gruppo parlamentare avrebbe diritto a prendere la parola. 






Leggi tutto



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *