Fondi Lega, Conte smentisce Salvini su Savoini: tensione nel governo


Il caso dei presunti fondi russi alla Lega alimenta di nuovo la tensione nel governo. Sotto i riflettori c’è sempre la figura di Gianluca Savoini, protagonista dell’inchiesta di BuzzFeed e presente agli incontri a Mosca nell’ottobre 2018 e a Villa Madama al Forum Italia-Russia con Putin e Conte. Proprio sulla presenza di Savoini alla cena a Villa Madama (LE FOTO) con il presidente russo, è andata in scena una sconfessione di Matteo Salvini da parte del premier Conte. È stato un consigliere di Salvini – Claudio D’Amico – a sollecitare la presenza di Gianluca Savoini al Forum Italia-Russia con Putin e Conte: questo il senso di una nota diffusa con una mossa inusuale da Palazzo Chigi, che fa vacillare la “fiducia” in Matteo Salvini espressa pubblicamente giorni fa dal premier Giuseppe Conte. Salvini, infatti, aveva negato di avere invitato Savoini, dicendo di non sapere cosa ci facesse a quel tavolo. Il presidente del Consiglio assicura che non è a rischio la tenuta del governo, ma sottolinea che il chiarimento era “doveroso”. E allo stesso tempo l’alleato Di Maio chiede con forza a Salvini di chiarire: “Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano”, ha scritto Luigi Di Maio su Facebook, riferendosi implicitamente al rifiuto di Salvini di riferire in Aula “su supposizioni e fantasie”.

Conte: “Dobbiamo trasparenza, chiarimento su Savoini doveroso”

“Ho fiducia nel mio ministro Salvini ma dobbiamo trasparenza e per quanto mi riguarda ho reso un chiarimento che ho ritenuto doveroso”, ha dichiarato Conte. Non è a rischio, ha aggiunto, la tenuta del governo “perché Savoini non ha mai avuto incarichi di governo”, ha sottolineato il premier. “Lascio alla magistratura il compito di investigare”. Di Maio ha chiesto anche “una commissione di inchiesta” sui finanziamenti che riguardi “tutti i partiti”. Dalla Lega nessun commento ufficiale alla nota di Palazzo Chigi e nessuna reazione alle punzecchiature di Di Maio. Resta senza risposta anche la richiesta, formale e informale, di riferire in Parlamento.

Il Pd chiede le dimissioni di Salvini

Dall’opposizione, è stato il Pd il primo a commentare il comunicato della presidenza del consiglio con Paolo Gentiloni, che ha chiesto le dimissioni di Salvini: “Chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell’Interno di un grande Paese democratico”. Per il deputato dem Michele Anzaldi, “il Pd dovrebbe presentare subito una mozione di sfiducia”. Il segretario del partito, Nicola Zingaretti, ha telefonato ai presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, chiedendo che il governo venga chiamato a riferire alle Camere, perché “ci vuole trasparenza assoluta”. Forza Italia boccia la “solita scorciatoia giudiziaria” per far cadere il governo che, ha detto la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini, “va mandato a casa, ma con le armi della politica”. Il coordinatore azzurro Giovanni Toti ha invitato a evitare “i processi sommari tanto cari ai giustizialisti politici di casa nostra”, perché nella vicenda “troppe cose non tornano”.

La nota di Palazzo Chigi sulla cena a Villa Madama

Palazzo Chigi ha spiegato di aver inviato la nota ufficiale “dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso” sui motivi per cui Gianluca Savoini ha partecipato al Forum Italia-Russia del 4 luglio, a Villa Madama a Roma. Savoini, presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia, è lo stesso uomo dell’incontro segreto del 18 ottobre all’hotel Metropol di Mosca raccontato dalle inchieste dell’Espresso e Buzzfeed, dove ci sarebbe stata una trattativa per far arrivare fondi russi alla Lega attraverso una compravendita di petrolio. Per quel summit Savoini è indagato a Milano per corruzione internazionale. Nella nota, Palazzo Chigi “precisa” quindi che l’invito di Savoini al Forum con Putin e Conte “è stato sollecitato” da Claudio D’Amico, consigliere del vicepresidente Salvini.

Palazzo Chigi: “Evento organizzato da Ispi”. L’istituto prende le distanze

Poi ribadisce che “il presidente del Consiglio non conosce personalmente il signor Savoini” e che l’evento era organizzato dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). Chiamato in causa, anche l’istituto ha preso le distanze: “Neanche Ispi conosce Savoini (siamo in tanti) – ha scritto su Twitter il direttore Paolo Magri – Ma qualcuno può credere in buona fede che Ispi decida autonomamente chi invitare ad un ristretto bilaterale più cena di governo con Putin?”.






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