Facebook e i nazisti, il social sa chi sono e permette agli advertiser di raggiungerli



Facebook ha imparato nel tempo a riconoscere e profilare i suoi utenti con simpatie naziste. Non di destra, non conservatrici, proprio hitleriane. Una categoria che, fino ad oggi, avrebbe considerato come un orientamento politico qualsiasi. Addirittura avrebbe permesso agli inserzionisti di fare pubblicità dedicata proprio a loro.

È quello che emerge da una inchiesta del Los Angeles Times. Il quotidiano ha giocato per tentativi, vedendo quali target avrebbe potuto raggiungere con una semplice inserzione da 25$. Tra questi anche i seguaci di alcuni dei peggiori gerarchi del III Reich, Einrich Himmler —Reichsführer e fautore della soluzione finale—, il medico di Auschwitz Josef Mengele, il Ministro della propanda nazista Joseph Goebbels, così come i fan di una pletora di gruppi musicali dichiaratamente neonazisti.

Raggiungere i simpatizzanti della destra nera su Facebook è un gioco da ragazzi. Un guaio in cui Facebook si era già cacciato, ricorda Futurism.com: nel 2017 Pro Pubblica fece un esperimento analogo, scoprendo che uno dei target raggiungibili dal sistema di inserzioni di Facebook era quello degli “antisemiti“. Così, senza grossi riguardi e tutto alla luce del sole, target possibili: “millennial”, “fan di Katy Perry”, “gente che odia gli ebrei e nega l’olocausto”.

Facebook ha parlato di una svista, spiegando che questi sono tutti target che vanno contro le policy di Facebook, generati automaticamente dai loro algoritmi, ma non beccati in tempo dalla moderazione. Ora la domanda è, in tutto questo tempo, su Facebook quante pubblicità di prodotti, servizi o messaggi politici sono stati destinati ai nazisti?



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