Età per votare al Senato: 18 anni. La proposta di riforma alla Camera



Presto anche i 18enni, e non solo gli over 25, potranno votare per eleggere il Senato. La proposta di riforma costituzionale sull’elettorato attivo per Palazzo Madama inizierà il suo iter martedì prossimo alla Commissione Affari costituzionali della Camera: il presidente Giuseppe Brescia ha dato l’incarico di relatore a Valentina Corneli del M5s e a Stefano Ceccanti del Pd. Un approccio bipartisan, dunque, dopo lo scontro con i Dem sulla riforma taglia-parlamentari.

Interessati oltre 4 milioni di under 25

L’allargamento del diritto di voto per eleggere i senatori riguarda oltre 4 milioni di under 25, per l’esattezza 4.127.851 persone. La proposta, presentata dal M5s, nasce dopo una polemica con il Pd e con Ceccanti. Quest’ultimo aveva presentato un emendamento alla legge taglia-parlamentari che abbassava l’età del voto per il Senato a 18 anni, parificandola con quella della Camera. L’emendamento, però, è stato dichiarato inammissibile per “estraneità di materia”. Una tesi contestata dai Dem e da Ceccanti, per il quale c’è un nesso tra il numero dei parlamentari e l’elettorato attivo e passivo, oltre che con le funzioni delle Camere. Brescia, quindi, si era impegnato a incardinare quanto prima un ddl autonomo con questa riforma.

Brescia: “Superare una norma anacronistica”

“Dobbiamo superare una norma anacronistica che, come ricorda giustamente il collega Ceccanti, è legata a un tempo in cui la maggior età si raggiungeva a 21 anni”, ha detto Brescia. “Con questa iniziativa – ha aggiunto – mantengo l’impegno istituzionale assunto durante il dibattito sulla riduzione del numero dei parlamentari approvato ieri dalla Camera. Dalle opposizioni è arrivata una richiesta che nel merito la maggioranza ha condiviso e ho deciso di presentare un testo di partenza molto semplice e calendarizzarlo subito”.

Brescia ha spiegato di aver voluto “nominare due relatori, uno di maggioranza e uno di opposizione, per favorire un percorso condiviso e arrivare in tempi rapidi a una soluzione”. Ha anche sottolineato che “questa proposta è fuori dal contratto del cambiamento scritto dalla maggioranza, ma il Parlamento ha il dovere di intervenire con autentico spirito costituente”. Negli anni, la differenza di età come requisito per poter votare alla Camera e al Senato ha comportato due corpi elettorali diversi, con frequenti risultati elettorali diversi per i due rami del Parlamento.


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