Elezioni regionali Sardegna 2019, come si vota


Dopo l’Abruzzo, anche la Sardegna torna alle urne per eleggere il nuovo presidente di regione e rinnovare il consiglio regionale (LO SPECIALE ELEZIONI). I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 22 di domenica 24 febbraio, ma lo spoglio comincerà lunedì mattina. Sono sette i candidati che corrono prendere il posto dell’attuale governatore Francesco Pigliaru, il candidato scelto dal Pd – nonostante all’epoca non fosse iscritto al partito – eletto nel 2014. Per l’occasione, la Regione ha anche creato un sito internet dedicato dove trovare tutte le informazioni. Dopo la vittoria del centrodestra nelle Regionali in Abruzzo, si tratta di un altro test importante in vista delle elezioni europee che si terranno tra il 23 e il 26 maggio.

La scheda elettorale

Per poter votare occorre presentarsi presso il proprio seggio elettorale muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Se la tessera elettorale è stata smarrita o è deteriorata, si può chiedere il duplicato o l’attestato sostitutivo rivolgendosi, anche lo stesso giorno della votazione, all’Ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali. L’elettore ha a disposizione un’unica scheda di colore verde con cui votare sia per il candidato presidente sia per i consiglieri regionali.

Come si vota

La scheda elettorale presenta un riquadro con il nome del candidato presidente della Regione collegato alla coalizione o al singolo partito (QUI UN FAC SIMILE), affianco i simboli dei partiti con accanto due righe per scrivere i nomi dei candidati consiglieri. Per votare il presidente della Regione, si può tracciare una croce solo sul nome del candidato, e in questo caso il voto non si estende a una delle liste collegate. Oppure si può barrare solo il simbolo della lista estendendo così automaticamente la scelta anche all’aspirante governatore. Per eleggere i consiglieri, invece, bisogna tracciare un segno sulla lista d’appartenenza del candidato e aggiungere il cognome di quest’ultimo accanto al simbolo. È permesso esprimere fino a due preferenze per i consiglieri regionali, ma i candidati dovranno essere della stessa lista e di sesso opposto. In Sardegna è previsto il voto disgiunto, l’elettore può votare quindi una lista (si può anche esprimere un voto di preferenza) e un candidato presidente non collegati.

Il sistema elettorale

In base alla legge elettorale sarda, l’elezione del presidente della regione è diretta e viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti. In base alla percentuale di preferenze ottenute dal candidato vittorioso, le liste a lui collegate ottengono un premio di maggioranza. Se il presidente eletto ottiene una percentuale di preferenze compresa tra il 25% e il 40%, le liste a lui collegate ottengono di diritto la maggioranza dei seggi all’interno del consiglio regionale pari al 55%. Nel caso in cui il candidato superasse il 40% la percentuale dei seggi sarà del 60%. La soglia di sbarramento è del 10% per le coalizioni, e del 5% per le liste non coalizzate.

Chi sono i candidati

Sette in totale i candidati, tutti uomini. Il centrosinistra, vista la decisione di non ricandidarsi di Pigliaru, punta su Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, sostenuto da Pd, Liberi e Uguali, Campo progressista e altre sei liste di centrosinistra. Il M5s candida alla presidenza della Regione Francesco Desogus, 58 anni, dipendente della Città metropolitana di Cagliari. Ben 11 liste sostengono Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione e senatore eletto con la Lega. In corsa ci sono anche Mauro Pili per Sardi liberi (Unidos e Progres), ex presidente della Regione e già parlamentare del PdL, Paolo Maninchedda per il Partito dei sardi, Andrea Murgia per la lista indipendentista Autodeterminatzione, e infine la lista Sinistra sarda candida Vindice Lecis, giornalista sassarese, 61 anni, sostenuto anche da Rifondazione e Comunisti italiani.






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