Elezioni europee, Antimafia: 5 “impresentabili”: c’è anche Berlusconi


Sono cinque i cosiddetti ‘impresentabili’, secondo la Commissione parlamentare antimafia, alle elezioni Europee del 26 maggio: uno è candidato con Casapound e gli altri con Forza Italia. Tra questi ultimi, anche Silvio Berlusconi e Pietro Tatarella. (LO SPECIALE EUROPEE – IL QUIZ SULLE EUROPEE – LE FOTO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE – LO SPECIALE ELEZIONI).

Chi sono gli impresentabili

Secondo il codice di autoregolamentazione, le candidature non conformi – che riguardano soggetti rinviati a giudizio o con dibattimento in corso – sono per Forza Italia quella Berlusconi, imputato per corruzione in atti giudiziari e con dibattimento in corso al tribunale di Roma e Milano; Giovanni Paolo Bernini, condannato a marzo dalla Corte del tribunale di Bologna per corruzione e per atto contrario a doveri ufficio e prescrizione per induzione indebita a dare i promettere utilità, e Salvatore Cicu, imputato per riciclaggio e con dibattimento in corso. Diversa la situazione di Pietro Tatarella, in carcere e coinvolto nell’inchiesta sulle tangenti a Milano. Quest’ultimo ha fatto ricorso al tribunale del Riesame ed è in attesa dell’esito. Per questo è definito ‘sub iudice’ dalla commissione Antimafia. Emanuela Florino, di Casapound Italia, è invece imputata per associazioni sovversive e banda armata e con dibattimento in corso.

I candidati alle Regionali e alle Comunali

E’ nelle liste della Lega, invece, l’unico candidato “impresentabile” alle elezioni regionali in Piemonte di domenica prossima: si tratta di Riccardo Lanzo, rinviato a giudizio per corruzione e per atto contrario a doveri di ufficio. Nel Comune di Bari, il bollino nero – in particolare anche secondo la legge Severino – è per Francesco Lezzi, della lista Dirella Sindaco, si cui pende una condanna per detenzione di sostanze stupefacenti, e Annunziata Mega della lista Pensionati, che ha due condanne per ricettazione continuata. “Alcuni italiani hanno un’idea di legalità da correggere. Ci stiamo provando, anche attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica”, ha commentato il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra. Le candidature dichiarate “non conformi” riguardano comunque il codice varato dalla scorsa legislatura e a distanza di quasi cinque anni dalla sua prima introduzione nel 2014. E nei prossimi mesi, se approvato dal Parlamento, potrebbe far capolino il nuovo codice, che con il nuovo governo giallo-verde seguirebbe la scia della norma ‘spazzacorrotti’, contenuta nella nuova legge anticorruzione. 






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