Dieselgate, Winterkorn accusato di frode


Diceva di conoscere “ogni bullone” di tutte le auto Volkswagen l’ex ceo del gruppo, Martin Winterkorn, che ora rischia di andare incontro a un processo penale in Germania per il caso dieselgate. Il procuratore di Brunswick ha messo sotto accusa l’ex capo del gruppo tedesco dal 2007 al 2015 per “frode” e “violazione della legge contro la concorrenza sleale”, imputando con una nota all’ingegnere di “non aver rivelato alle autorit e ai clienti in Europa e negli Stati Uniti la manipolazione dei motori diesel illegali dopo esserne venuto a conoscenza”. La Procura punta il dito contro Winterkorn e altri quattro responsabili, di cui non sono state specificate identit o funzioni – passate o presenti – nella casa di Wolfsburg. Volkswagen, accusata in solido di aver fatto “in accordo” con Winterkorn un aggiornamento “inutile” a novembre 2014 del software sulle emissioni inquinanti per “continuare a nascondere” la frode, preferisce commentare con cautela. Si tratta di “indagini contro individui sui quali Volkswagen non desidera pronunciarsi”, fanno sapere soltanto dal quartier generale tedesco. Secondo la Procura l’ex numero uno di Vw – che era responsabile del gruppo automobilistico al momento dell’esplosione del dieselgate nel settembre 2015 – avrebbe taciuto le irregolarit dopo esserne stato a conoscenza almeno dal 25 maggio 2014.

L’ex amministratore delegato del gruppo Volkswagen Martin Winterkorn. Epa

L’ex amministratore delegato del gruppo Volkswagen Martin Winterkorn. Epa

Risarcimenti
Winterkorn, che ha dovuto dimettersi a causa dello scandalo, anche accusato di “non aver impedito la vendita di auto dotate di software” in grado di aggirare i test sul livello di inquinanti. Volkswagen ha ammesso nel 2015 di aver equipaggiato 11 milioni di auto con un software illegale in grado di barare sulle emissioni di particelle sottili. Il cosiddetto dieselgate costato finora quasi 29 miliardi di euro di richiami di veicoli e procedimenti giudiziari al gigante dell’auto tedesco. La gran parte di questa somma stata pagata negli Stati Uniti, mentre l’anno scorso Wolfsburg ha dovuto versare 1,8 miliardi di multe in Germania, dove il gruppo, guidato ora dal ceo Herbert Diess, deve affrontare una class action che ha raccolto gi 410 mila consumatori. Negli Stati Uniti, dove Volkswagen si dichiarata colpevole di frode e ostruzione della giustizia, otto attuali ed ex dirigenti, tra cui lo stesso Winterkorn, sono stati incriminati per “frode” e “cospirazione”.


bruxelles
Intanto il Consiglio europeo ha adottato le nuove norme nuove sulle emissioni di biossido di carbonio per le auto e i veicoli commerciali leggeri. L’obiettivo, ricorda una nota di Bruxelles, fare in modo che dal 2030 automobili e furgoni nuovi generino in media, rispettivamente, emissioni di Co2 inferiori del 37,5% e del 31%rispetto ai livelli del 2021. Tra il 2025 e il 2029 le autovetture e i furgoni dovranno generare emissioni di Co2 inferiori del 15%. Si tratta di obiettivi per l’intero parco veicoli dell’Ue e l’impegno di riduzione delle emissioni sar distribuito tra i costruttori sulla base della massa media del loro parco automobilistico. La Commissione aveva presentato la proposta di un nuovo regolamento nel novembre 2017, nel quadro del terzo pacchetto sulla mobilit pulita, mentre i passaggi all’Europarlamento e quello preliminare in Consiglio erano avvenuti nell’ottobre scorso.

 Gasport 

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