Di Maio sul caso Siri: “Ultimo appello a Lega: non arrivi a conta”


“Faccio un ultimo appello alla Lega, faccia dimettere Siri e non arrivi alla conta. Serve la reazione della politica”. Così Luigi Di Maio, durante una conferenza stampa alla Camera insieme al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è tornato sul caso che coinvolge Armando Siri, il sottosegretario della Lega indagato per corruzione di cui il M5s chiede da tempo le dimissioni. L’appello di Di Maio fa parte di una richiesta più ampia del leader M5s ai partiti sul tema della corruzione: “Tangentopoli non è mai finita”, afferma. “Voglio fare un appello all’unità: alziamo un muro contro la corruzione anche nel modo di gestire le proprie forze politiche. Chi sbaglia è fuori. Zingaretti metta fuori Oliverio, Fi espella i suoi esponenti” coinvolti nell’inchiesta di oggi su presunte tangenti in Lombardia, “Fdi chiarisca”.

Di Maio: “Assurda rottura nel governo su caso Siri”

Tornando al caso Siri, Di Maio afferma che “credo sia assurda una frattura di governo per un’inchiesta per corruzione: non saremo noi ad aprire alcuna crisi o parlare di poltrone”, ribadisce. “È un messaggio sbagliato al Paese spaccare il governo su un tema che dovrebbe unirci tutti: la lotta alla corruzione”. E agli altri partiti Di Maio dice: “Diamo loro occasione di redimersi”, anche a quelli “che non hanno votato la legge ‘spazzacorrotti’ in Parlamento. Non bastano solo le leggi per contrastare la corruzione: forse siamo gli unici in questo momento storico ad approvare questo principio”.

Bonafede: “Corruzione ancora una piaga, il governo si batterà”

Sul tema della corruzione, il ministro Bonafede sottolinea che “rappresenta ancora una piaga fondamentale e gravissima dell’Italia contro cui il governo continuerà a battersi come mai si è battuto nessun governo in passato”. Poi afferma che “come ministro della Giustizia non sono mai entrato nel merito delle varie inchieste per il rispetto dell’autonomia della magistratura”, ma che la gravità della piaga della corruzione è dimostrata “non solo dalle inchieste di oggi”.

Bonafede: “Corpi speciali per indagini sotto copertura sulla corruzione”

Il ministro della Giustizia ha poi annunciato che sta “scrivendo ai ministri della Difesa, al Mef e al ministro dell’Interno perché siano istituiti nuclei speciali, corpi specializzati, per le indagini sotto copertura” sulla corruzione, ricordando che l’agente sotto copertura è previsto dalla legge “spazzacorrotti”.






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