Di Maio: non attacco Bankitalia e Consob, ma serve discontinuità


“Ora che noi come governo veniamo consultati per procedura costituzionale nella nomina del direttorio, se ci chiedono un parere sul rinnovo io dico no: c’è bisogno di discontinuità”. Luigi di Maio, intervenuto al Micam, la fiera dedicata al mondo delle calzature a Milano, è tornato sulla questione del rinnovo dei vertici di Bankitalia e Consob spiegando di non voler attaccare le due istituzioni ma “semplicemente mantenere una promessa agli italiani”. Ma il vicepremier ha parlato anche della reazione della Francia al suo incontro con i leader dei gilet gialli: “Mi dispiace che Macron l’abbia presa come lesa maestà”. E, infine, ha commentato la finale del Festival di Sanremo: “Chi usa una canzone contro il governo sta a pezzi”.

“Gli istituti di credito non hanno fatto il loro dovere”

Il ministro del Lavoro, tornando alle affermazioni che aveva fatto ieri su Bankitalia e Consob durante l’assemblea degli ex soci della Banca popolare di Vicenza, ha evidenziato che la presa di posizione delle due forze politiche che compongono il governo, la Lega e il M5S, è rivolta alla tutela delle “centinaia di migliaia di risparmiatori” che si trovano sul lastrico “perché chi doveva controllare non ha controllato”. Di Maio ha spiegato che “quello che stiamo dicendo sia su Consob sia su Bankitalia non è un fronte spero ma semplicemente mantenere una promessa agli italiani, perché le istituzioni che dovevano controllare prodotti finanziari e gli istituti di credito non hanno fatto il loro dovere”.

Banche: “Il metodo di risarcimento sarà l’indennizzo”

Riguardo al tema dei risarcimenti per i risparmiatori truffati, il ministro ha poi spiegato che “non ci sarà nessun arbitrato, ci sarà una commissione all’interno del ministero dell’Economia, che valuterà le domande. I decreti attuativi saranno discussi con le associazioni dei risparmiatori truffati. Il metodo di risarcimento sarà l’indennizzo e non l’arbitrato”.

Di Maio sui gilet gialli: “Legittimo interlocutore”

Il vicepremier ha poi risposto a chi gli chiedeva se un nuovo incontro con gli esponenti dei gilet gialli francesi potesse provocare imbarazzo al governo italiano ripetendo di ritenere che “una lista politica che sta per presentarsi alle elezioni europee sia un legittimo interlocutore di una lista” come quella del M5S. Ha poi annunciato: “Sto per creare un gruppo in Europa, un gruppo parlamentare che non sarà né con la destra estrema né con il Pse, non per questo è un affronto alla Francia. Il mio interlocutore istituzionale per la Francia è Emmanuel Macron ma è giusto che una forza politica come la mia provi a federare le forze politiche che stanno crescendo in Europa”.

Su Sanremo: “A me piaceva Cristicchi”

Un commento è dedicato alla serata finale del Festival di Sanremo (LO SPECIALE) e alle polemiche sul vincitore Mahmood. Di Maio ritiene che “chi ora sta usando la canzone che ha vinto Sanremo contro il governo è un po’ a pezzi e lasciatemelo dire, fa un favore a questo governo”. Infine, il vicepremier ha fatto una confessione: “A me piaceva la canzone di Cristicchi, non ha vinto e non per questo mi lamento”.






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