Dell’Orto, dai carburatori all’acquisizione dati delle MotoE


Un marchio sinonimo nel mondo di carburatori. Un’azienda nata, cresciuta e rimasta con quartier generale (ricerca e sviluppo) e produzione in Brianza, che in anni recenti si ampliata sempre pi verso Oriente (India in particolare). Dai carburatori passando ai corpi farfallati fino all’ultima frontiera, la realizzazione della centralina di acquisizione dati del neonato campionato di MotoE (primo appuntamento il 5-7 luglio al Sachsenring, Ger).


storia

La storia della Dell’Orto Spa segue di pari passo l’evoluzione tecnologica delle due ruote. Nel 1933 a Seregno (MB), allora sede della fabbrica oggi a Cabiate (Co), venne prodotto il primo carburatore, destinato alle moto e alle auto. Negli Anni Ottanta, con l’avvento dei sistemi d’iniezione, il secondo (grande) step dei corpi farfallati, per due e quattro ruote. Nel terzo millennio, con l’elettronica sempre pi elemento-chiave, ecco lo sviluppo di sistemi avanzati, anche per il motorsport. Nel campo delle due ruote Dell’Orto (380 dipendenti in Italia, 160 in India, 30 in Cina) oggi svolge un ruolo essenziale come fornitore di sistemi elettronici, con la sede centrale, ma anche con la filiale in India, nata per presenziare uno dei mercati pi ampi del globo, dove dal 2020 tutte le moto (per legge) dovranno abbandonare i carburatori, passando all’iniezione elettronica.


Un momento dei test della MotoE

Un momento dei test della MotoE

MotoE
“Abbiamo raccolto una sfida, proporre un sistema di acquisizione dati per le gare delle moto elettriche, ambito per noi fondamentale non solo a livello di motorsport, ma anche guardando al futuro del mercato su due ruote, che si presta moltissimo alla mobilit elettrica “pura” a batteria” spiega Paolo Colombo, Innovation Manager, R&D Laboratories Manager, Motorsport Technical Leader di Dell’Orto Spa. Dopo l’impegno in Moto3 (in corso dal 2012, con la fornitura di una centralina unica di controllo motore, che anche un sistema di acquisizione dati) ecco l’avventura in MotoE (contratto fino alla stagione 2021). Con prospettive inedite, non solo sul piano tecnico, ma anche sul modo di “raccontare” l’evento sportivo in tv.

Flusso di dati
“In MotoE il nostro sistema d’acquisizione dati consta di sensori per l’escursione delle sospensioni, piattaforma inerziale, sensori freni e sensori per la temperatura interna e la pressione degli pneumatici – continua Colombo –. Ci interfacciamo alla rete elettrica principale, acquisendo dei dati, i quali vengono trasmessi alla centralina controllo motore, per esempio dando l’informazione dell’angolo di piega. Tutta questa mole d’informazioni viene utilizzata dalla moto per adottare strategie di controllo, il traction control un esempio”.

La centralina per la MotoE. Masperi

La centralina per la MotoE. Masperi

Narrazione accattivante
Le informazioni raccolte dove finiscono? Al modulo tv di Dorna (promoter del campionato) per quelle che saranno le immagini offerte sugli schermi durante le corse, tanto che gli appassionati potranno visualizzare – scelta a discrezione di Dorna – grafiche sullo stato di carica della batteria, il recupero d’energia in frenata, e i “classici” velocit, giri motore, apertura del gas. Inoltre, tutti i dati rimarranno a disposizione per le verifiche tecniche finali; altri forniti a Energica (produttore dei mezzi) in esclusiva; altri ancora forniti ai team per il set-up delle moto. Una “scatola azzurra” che custodisce i segreti delle moto elettriche, che toccano i 250 km/h, pesano circa 250 kg (pi di una MotoGP) e hanno una coppia massima di 200 Nm. “La moto elettrica da corsa un grande esperimento – termina Colombo – e il nostro sistema anche una sorta di scatola nera: essendo collegata al Gps, in caso di incidente, tramite la piattaforma inerziale pu dare indicazioni su traiettoria, accelerazione, decelerazione”. Un elemento in pi sul tema sicurezza, d’indubbio interesse anche sul fronte delle moto di serie.

 Giulio Masperi 

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