Decreto quota 100 e reddito di cittadinanza: via libera alla conversione in legge dal Senato


Via libera del Senato al decretone su reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni (COSA PREVEDE). Il testo, che contiene i due pilastri economici del governo pentaleghista, è stato approvato con 149 sì, 110 no e 4 astenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera. “Molto, molto soddisfatto”, il commento del vicepremier Luigi Di Maio.

M5s: “Vinta nostra battaglia”

“Un Paese con più lavoro, che guarda al futuro, un futuro fatto di cittadini che hanno pari dignità. Che riscopre il senso di comunità e torna a crescere – scrivono in una nota i senatori del M5s in Commissione Lavoro -. Il via libera dell’Aula del Senato al Decreto su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 – proseguono – non è solo una vittoria del MoVimento 5 Stelle, che per anni si è battuto dentro e fuori dai Palazzi per queste due misure, ma soprattutto di tutte quelle persone dimenticate dalle politiche dei vecchi governi che hanno aumentato le disuguaglianze e l’esclusione sociale”.

Renzi: “Certificate di aver mentito agli elettori”

“Con questo decreto certificate di aver mentito agli elettori”, attacca invece l’ex premier nonché senatore del Pd Matteo Renzi. “Avevate promesso il reddito di cittadinanza che noi avevamo valutato 63 miliardi e Di Maio aveva stimato in campagna elettorale 20 miliardi e adesso ce ne sono 4. Non avete abolito la Fornero, non avete fatto quota 41, avete fatto quota 100 e messo i giovani in difficoltà. Questo decreto segna la fine dell’innocenza del governo rispetto alla campagna elettorale”, commenta. “Questo decreto – ha insistito – segna un clamoroso atto di masochismo di fronte alla crisi economica che stiamo per vivere, mancano all’appello 40 miliardi di euro e manca all’appello in quest’Aula anche il ministro dell’Economia ma ne capisco l’imbarazzo”.

Bagarre in Aula, Fi indossa gilet blu

Nel corso del voto si sono registrati diversi momenti di tensione (IL VIDEO). Il primo quando i senatori di Forza Italia si sono alzati dai banchi dell’Aula indossando gilet blu con scritto “Sì lavoro, No bugie”, con la presidente Casellati costretta a sospendere temporaneamente la seduta. Bagarre anche nel corso dell’intervento di Paola Taverna (M5S): la vicepresidente del Senato ha più volte attaccato il Partito democratico, a partire dall’ “elemosina” degli 80 euro, difendendo invece a spada tratta il reddito di cittadinanza. Il Pd non è rimasto in silenzio, alzando la voce e costringendo la presidente Casellati ad intervenire per richiamare tutti all’ordine.






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