Dazi Usa sulle auto europee? Trump: “Vediamo cosa succede”


Mentre la contesa con la Cina potrebbe chiudersi addirittura entro venerd 10, quella con l’Europa tutt’ora aperta. La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina e tra Usa e Unione europea uno degli elementi che, insieme anche alla Brexit, condiziona l’economia mondiale da oltre un anno. Nel 2018 gli Stati Uniti hanno applicato dazi per 250 miliardi di dollari, la Cina per 110. E lo scontro, come noto, si riflette anche sulle vendite di automobili. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, Washington e Pechino, come detto, potrebbero annunciare l’accordo commerciale entro venerd. Non cos invece per quanto riguarda i rapporti tra il Paese nordamericano e il Vecchio continente. La stangata complessiva sui prodotti europei potrebbe tradursi in tariffe doganali del valore di 11 miliardi di dollari, dal vino ai formaggi, passando anche per l’automotive. La lista dei beni potenzialmente da colpire messa a punto dall’amministrazione Trump gi a Bruxelles. Entro luned 6 maggio dovranno essere presentate le richieste per intervenire all’udienza pubblica al riguardo che si terr il 15 maggio a Washington. Il 28 del mese invece il termine ultimo per la presentazione dei commenti scritti sulla proposta americana di imporre dazi sul Made in Europe. Il presidente Usa Donald Trump incalzato sull’ipotesi di dazi sulle auto europee importate ha risposto “vediamo cosa succede”. L’ipotesi che le tariffe doganali sulle vetture potrebbero arrivare al 25%. Lo scorso febbraio un rapporto del Dipartimento al Commercio Usa aveva definito l’importazione di auto una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti. Trump aveva 90 giorni per decidere il da farsi: il termine scade a met di maggio.

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ap

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ap

gas e russia
In questa linea politica stata sibillina la dichiarazione che il segretario statunitense all’energia Rick Perry ha rilasciato a Bruxelles il 2 maggio durante il forum Ue-Usa sull’energia. Parlando delle forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) americane l’esponente di governo le ha definite “pi affidabili del gas russo anche se il Gnl Usa pi caro”. La Ue “non deve guardare solo al fattore prezzo. Se siete soddisfatti di acquistare a prezzi pi bassi senza preoccuparvi di sapere se l’approvvigionamento viene garantito 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, allora pu darsi che non compriate una Bmw o una Mercedes o una delle belle automobile prodotte nella Ue”.


fabbriche
Non la prima volta che l’amministrazione americana si riferisce direttamente ai due marchi europei. A marzo il presidente Trump aveva invitato le case automobilistiche europee ad aprire fabbriche negli Stati Uniti per evitare i dazi. “Se le vendete agli americani, allora producetele qui” aveva detto citando poi espressamente sempre Bmw e Mercedes. L’inquilino della Casa Bianca aveva pi volte tirato in causa i marchi tedeschi premium gi nel 2018. In realt le case del Vecchio continente, come anche altri grandi attori dell’automotive, hanno attive da molti anni numerose fabbriche negli Usa, oltre che in Messico. Bmw presente a Spartanburg in Carolina del Sud dove produce tutti i suoi Suv a eccezione dell’X2. Mercedes ha addirittura due fabbriche tra Alabama e Carolina del Sud da dove escono Gle, Glc, classe C e lo Sprinter. C’ poi Volkswagen nel cui impianto in Tennessee vengono prodotte le Passat e il Suv Atlas. Volvo in Sud Carolina costruisce la berlina S60. Fca presente in forze con sei siti dedicati ai marchi Dodge, Jeep e Ram, che, ovviamente, sono ben radicati negli Stati Uniti.

 Alessandro Conti 

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