Dati condivisi in auto? S se serve alla sicurezza


Condividere i dati della propria automobile per aumentare la sicurezza. Gli automobilisti italiani sono disposti a rinunciare a una fetta di privacy in cambio di assistenza in caso di guasto o di incidente. A queste conclusioni giunge la ricerca condotta dall’associazione confindustriale Aniasa e dalla societ di consulenza Bain & Company. Lo studio si chiama “L’auto connessa… vista da chi guida. Il ruolo e i rischi dei dati nell’industria dell’auto”.

servizi
Dall’indagine che stata condotta su un campione di 1.200 automobilisti emerge che il 29% guida gi un’auto connessa con dispositivi in grado di scambiare informazioni con altri sistemi. Il 59% dichiara di non averla ancora ma intende dotarsene in futuro. Solo il 12% sostiene di non volerla. Ad attirare il maggiore interesse degli automobilisti sono per le caratteristiche legate alla sicurezza: prime fra tutte la localizzazione in caso di emergenza ed in caso di furto (entrambe selezionate dal 14% del campione), seguite dalla navigazione evoluta e dalla connettivit con strade smart (entrambe all’11%). Circa l’80% della popolazione censita disponibile a pagare un sovrapprezzo (il 37% fino a 500 euro) per avere queste funzionalit, sia una tantum al momento dell’acquisto, sia in modalit di abbonamento.


Un sistema di infotainment. Ap

Un sistema di infotainment. Ap

atteggiamento
In generale, gli automobilisti si dimostrano molto pragmatici e sono ben disposti a condividere dati che portino benefici pratici e tangibili, come l’assistenza stradale, la manutenzione predittiva, la riduzione dei premi assicurativi, la diagnostica remota del veicolo. In tutti questi casi un 50% “abbastanza disposto” e un 20-30% “molto disposto” alla condivisione. Il discorso cambia quando si tratta dei dati afferenti la sfera personale, come i dati del telefono/rubrica o i dettagli dell’infotainment, vero tab per qualsiasi forma di condivisione. Oltre il 70% ritiene, inoltre, che i propri dati debbano essere accessibili solo per un determinato lasso di tempo. I principali timori che si celano dietro questa richiesta riguardano diversi aspetti: non chiaro chi ne entri in possesso (75% del campione), l’auto potrebbe essere hackerata (54%), privacy a rischio (43%). Ben sette su 10 ritengono che la legislazione attuale non sia sufficiente a tutelare la privacy dei consumatori.

tipologie
L’analisi delle caratteristiche anagrafiche e comportamentali del campione di automobilisti ha permesso di identificare 5 gruppi di guidatori con caratterizzazioni ben distinte rispetto all’interesse per i servizi delle auto connesse e alla propensione alla condivisione dei propri dati (personali o del proprio veicolo). In base a questi parametri, il gruppo dei “Telematici”, ovvero di chi interessato all’auto connessa ed pi disponibile a condividere i propri dati, rappresenta il 15% del totale. Sono gli automobilisti disposti a pagare di pi per avere i servizi telematici. I due gruppi preponderanti sono gli “Indifferenti”, con propensione elevata a condividere, ma poco interessati alle auto (32%), e gli “Indecisi” che, rispetto ai primi, sono meno propensi a condividere i dati (22%). Mentre il primo gruppo difficilmente si orienter verso auto connesse (pagandone i servizi), il secondo, se ben informato, rappresenta un potenziale bacino di sviluppo in aggiunta ai “Telematici”. I restanti gruppi sono invece gli “Scettici”, molto poco inclini alla condivisione, e i “Connessi con riserva”, del tutto indisponibili a condividere, ma comunque molto interessati all’auto connessa.

 Alessandro Conti 

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