Dall’Olanda all’Australia con un’auto elettrica


Novantacinquemila chilometri dall’Olanda all’Australia in poco pi di tre anni, dal 15 marzo 2016 al 7 aprile 2019, su un’auto elettrica. l’impresa portata a termine dall’olandese Wiebe Wakker sulla sua Blue Bandit, una Volkwagen Golf Variant elettrica. L’auto ha un motore da 150 kW, batterie agli ioni di litio da 37 kWh che assicurano un’autonomia di 200 km e il cambio manuale. Lo scopo di Wakker era quello di compiere il viaggio pi lungo mai fatto su un’auto elettrica per educare e ispirare agli spostamenti senza emissioni. Per questo ha dato un nome all’iniziativa: Plug Me In Project. Per avere un termine di paragone sulla distanza percorsa dall’olandese l’equatore lungo circa 40.075 km.

33 paesi
In totale Wakker ha viaggiato per 1.119 giorni ed passato attraverso 33 Paesi. Per allungare la strada, prima di puntare verso est, andato a sud arrivando fino ad Arezzo, poi di nuovo a nord girando tutta la Scandinavia. E ancora una “deviazione” fino a Mosca quindi a Istanbul e poi in Iran e ancora India, Myanmar, Indonesia. Ovviamente sono stati necessari alcuni passaggi in nave.


contributi
Il viaggio stato sostenuto da circa 1.800 contributori che con le loro donazioni hanno fornito cibo ed elettricit a Wakker. Sul sito di Plug Me In il protagonista ha definito se stesso un grande appassionato di viaggi. Dopo il suo primo viaggio in Australia ha studiato management degli eventi all’universit di Utrecht dove si laureato. “Con Plug Me In voglio mettere insieme le mie passioni per il viaggio, la fotografia, il videomaking con il mio interesse per la sostenibilit e le auto elettriche” ha scritto. E domenica 7 aprile, quando ha varcato la linea di arrivando al giardino botanico reale dell’Opera di Sydney, ha portato a termine la sua missione. “Le persone si sono congratulate – ha scritto sul profilo Facebook dedicato al progetto – per avere mostrato le possibilit delle auto elettriche. Ma io sono ancora pi contento dell’aiuto che ho ricevuto durante il viaggio”. Questo potrebbe essere un buon incoraggiamento per la prossima avventura.

 Alessandro Conti 

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