Crisi governo, Zingaretti: “Chiediamo discontinuità sui nomi”



“Siamo al lavoro per un patto di governo, l’Italia non capirebbe un rimpastone: chiediamo discontinuità sui nomi”. Il segretario Pd Nicola Zingaretti, in un punto stampa dal Nazareno, la sede del partito, ha spiegato a che punto sono i tavoli per il programma da condividere con il M5s (CRISI DI GOVERNO, GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA). “Abbiamo un mandato sancito dalla direzione di dare vita a un governo di svolta e discontinuità per il futuro del Paese. Siamo al lavoro per un patto di governo, non per costruire ultimatum e contrapposizioni”, ha spiegato, per poi aggiungere: “Siamo pronti già da domani a riunirci” con il M5s “per capire come andare avanti” sui temi di governo, a partire dal tema di come “abbassare tasse a redditi medio bassi”.

“Troveremo una soluzione”

“Ribadisco una posizione, come ho detto stamattina, anche convinto che su questo si può lavorare e trovare una soluzione, in un confronto reciproco capendoci e interloquendo l’uno con l’altro. Noi faremo di tutto per cercare una soluzione possibile che, non nego, a questo punto non si è determinata”.

Le trattative con il M5s

In giornata era emerso il nome di Roberto Fico come possibile nome per Palazzo Chigi. Una designazione che avrebbe trovato il consenso anche dei dem. Ma il presidente della Camera ha ribadito che preferisce non abbandonare il suo attuale incarico. Dal M5s è allora tornato di attualità l’idea di un “Conte bis” come unica strada possibile. Una scelta che ha diviso le varie anime del Partito democratico. I renziani spingono per accettare questa soluzione esprimendo “totale sostegno al segretario Zingaretti, sia che dica sì a Conte, sia che dica no”. L’ex ministro Dario Franceschini ha twittato (ed è stato ritwittato da Renzi e Gentiloni): “Al Mundial 82 il silenzio stampa portò fortuna. Faccio una proposta a tutti i compagni di squadra del Pd: fino alla fine della crisi parla solo Nicola Zingaretti per tutti, come allora fecero gli azzurri con Zoff”.





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