Crisi di governo, tutti i dossier aperti: cosa succede


Dall’Ilva ai rider, passando da Alitalia e le politiche per il sostegno alle aziende in crisi. Decine i dossier aperti, a partire dalla scelta del nome da indicare per la nuova commissione Ue, da decidere entro il 26 agosto, rimasti in sospeso sul tavolo di governo a causa della crisi (AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE).

Ilva, Whirlpool, Rider

L’Esecutivo ha approvato appena tre giorni fa, ma salvo intese, la norma per ripristinare “a tempo” la tutela legale per Ilva, strettamente vincolato al rispetto del piano ambientale e secondo precise prescrizioni. La norma è contenuta nel decreto per le imprese che introduce anche le tutele per i rider e la norma per non fare chiudere lo stabilimento di Napoli di Whirlpool. Il decreto non è ancora stato inviato in Gazzetta Ufficiale.

Tre decreti in attesa

Salvo intese sono stati approvati anche altri 3 provvedimenti urgenti, su latte, assunzioni dei precari della scuola e per prorogare l’attuale garante della Privacy, in attesa di una intesa anche sulle altre nomine. Dovrebbe decadere invece il decreto Golden Power (scade il 9 settembre), sostituito da un disegno di legge delega più ampio.

Antitrust, Inps

I gialloverdi avevano trovato un accordo complessivo sulla scelta dei due nuovi garanti, della privacy e della concorrenza e del mercato, che comprendeva anche il completamento dei Cda di Inps e Inail. Accordo che poi è saltato tanto che è stata messa in campo una proroga di due mesi per l’Authority presieduta da Antonello Soro, che era in scadenza. A settembre andrebbe poi rinnovato anche il consiglio di amministrazione di Sace.

Assestamento conti

Parte dell’intervento salva-conti da quasi 8 miliardi, registra un miglioramento del deficit fino al 2% rispetto alle previsioni di aprile. Manca ancora il voto della Camera, dove è in calendario ma dal 16 settembre.

Alitalia

Rimane in sospeso il completamento del piano per il salvataggio di Alitalia, che prevede anche un ingresso nella newco dello Stato, attraverso il ministero dell’Economia. Dossier che si è incrociato con il nodo della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, controllata della holding dei Benetton, dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova. Come ha spiegato il M5S il decreto per la revoca era pronto, ma la caduta anticipata dell’esecutivo blocca l’operazione. 






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