Crisi di governo: dal Vangelo a Pappalardo, tutte le citazioni in Aula


Dalla Fata Turchina al Cuore immacolato di Maria, da Habermas a Buber, dal Vangelo ad Adriano Pappalardo: non sono mancate le citazioni, dotte e meno dotte, nel corso della seduta in Senato di ieri in cui il premier Giuseppe Conte ha tenuto il suo atteso discorso sulla crisi di governo, annunciando le sue dimissioni. (LE DIMISSIONI SUI SITI INTERNAZIONALI – IL RACCONTO DELLA GIORNATA – LE FOTO)

Le citazioni intellettuali di Conte

Nel suo intervento, il presidente del Consiglio utilizza riferimenti colti: Federico II di Svevia e i filosofi Martin Buber e Jurgen Habermas. Il premier parte con il “sovrano illuminato” che disse: “Quantunque la nostra maestà sia svincolata da ogni legge, non si leva tuttavia essa al di sopra del giudizio della ragione, che è la madre del diritto”. Conte fa poi notare che l’Italia sta attraversando un periodo di grandi trasformazioni, “un tempo di passaggi” come direbbe Habermas, l’accademico tedesco tra i principali esponenti della Scuola di Francoforte. Infine cita “liberamente” Buber, il filosofo e teologo austriaco, poi naturalizzato israeliano, autore, tra gli altri di “Io e tu”: “la politica è quella nobile arte che consente di perseguire percorsi di razionalità nel riconoscimento delle diversità” (COSA SUCCEDE ORA).

Salvini: da Cicerone a Giovanni Paolo II

Fata Turchina, Cuore immacolato di Maria, Don Abbondio e Papa Giovanni II: le citazioni contenute nella replica del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, arrivano immediate all’immaginario dell’uomo comune. Salvini attinge alla cultura classica dell’istruzione liceale: prima Marco Tullio Cicerone, “La libertà non consiste nell’avere un padrone giusto, ma nel non averne alcuno”, poi Publio Virgilio Marone “Omnia vincit amor”, l’amore vince sempre (et nos cedamus amori prosegue l’aforisma). Quindi ricorda le parole che Alessandro Manzoni mette in bocca a don Abbondio: “Uno il coraggio se non ce l’ha difficilmente se lo può dare”. Immancabile infine il rimando al cattolicesimo: “Io cito San Giovanni Paolo II – afferma il leader leghista – ognuno è libero di rifarsi alla vita e ai miracoli di chi meglio crede. Diceva e scriveva che la fiducia non si ottiene con le sole dichiarazioni o la forza, bisogna meritarla con gesti e fatti concreti”. (LO SCONTRO CONTE-SALVINI)

Renzi cita il Vangelo

Citazione cristiana anche da parte dell’ex premier Matteo Renzi, che invita Salvini a leggere il Vangelo, “ovviamente secondo Matteo, quando dice ‘avevo freddo e mi avete accolto, avevo fame e mi avete dato da mangiare'”; parole che rimandano alla gestione dei migranti e alla politica dei porti chiusi, che il senatore dem definisce “vergognosa”.

Da Houston a Pappalardo

“Errare è umano, perseverare è diabolico”: il senatore di Fratelli D’Italia, Ignazio La Russa, ricorre al noto aforisma latino per mettere in guardia Salvini dallo stringere una nuova alleanza con il M5s. Mentre la capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, si affida allo spazio per sottolineare le difficoltà dell’esecutivo: “Houston, abbiamo un problema”. Infine, spazio anche alla canzone italiana: il senatore di LeU, Pietro Grasso, prende in prestito il celebre ritornello di un brano di Adriano Pappalardo: “Ricominciamo”.






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