Conte, il discorso alla Festa di Articolo 1 a Roma


La decisione di Renzi di lasciare il Pd, la questione immigrazione, il reddito di cittadinanza, il futuro del governo, i rapporti con l’Europa. Sono tanti i temi affrontati dal premier Giuseppe Conte a Roma, sul palco della festa di Articolo Uno. Sulla scissione dell’ex segretario dem, il presidente del Consiglio ha spiegato: “Mi hanno sorpreso i tempi e l’ho detto francamente a Renzi” ma “non è venuta meno la sostenibilità del progetto” di governo. “Nel momento in cui un presidente incaricato in riserva deve scioglierla – ha aggiunto Conte – è bene che abbia piena contezza di come si predispongono le forze di governo. Se avessi saputo della decisione, avrei preteso e voluto un’interlocuzione diretta con il gruppo”.

Conte: “Mi fido del Pd”

Il premier ha parlato dei rapporti con il Partito democratico, dopo le parole di Alessandro Di Battista (“Non fidatevi del Pd, è pericoloso”). “Io mi fido del Pd perché è una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere questa esperienza del governo”, ha detto Conte. Poi ha aggiunto: “C’è un ottimo clima di lavoro, ci siamo parlati sin dall’inizio. Abbiamo preso un grande impegno con il Paese. Per portarlo a termine bisogna essere consapevoli che non esistono personalismi, bisogna mettere da parte l’io, se si riesce a conservare questo spirito di squadra – io lo auspico e lo pretenderò – noi potremo fare belle cose per i cittadini”.

“Salvini? Non l’ho più sentito”

Conte ha risposto anche a domande su Matteo Salvini. “Non l’ho più sentito. Che l’opposizione debba essere in costante contatto con il presidente del Consiglio non è una necessità. L’opposizione fa il suo lavoro”, ha detto. E a chi ha chiesto se ci siano possibilità, in futuro, di incontrarsi di nuovo con la Lega ha ribadito il suo “no all’infinito”.

Sui migranti: “Ho sempre ragionato di rispetto dei diritti fondamentali”

Tra i temi trattati dal premier anche l’immigrazione. “Non ho mai accettato la formula riduttiva di ‘porti aperti e porti chiusi’ e ho sempre ragionato di rispetto dei diritti fondamentali”, ha detto. “Il problema dell’immigrazione – ha aggiunto – è un problema serio e non ci si può limitare a gestire gli sbarchi. Noi dobbiamo controllare i nostri confini, non dobbiamo permettere che si alimenti il traffico di vite umane. Dobbiamo incrementare la cooperazione”. Sulle Ong, poi, ha dichiarato: “Io personalmente non le vedo come nemici del popolo, non ci sarà mai ombra su questo”. Sul caso Diciotti ha sottolineato: “Un premier difende sempre un ministro del suo governo”. Sulla Libia: “Ho invitato al-Sarraj ad affrontare le condizioni in cui vivono i migranti nel Paese. In Libia ci sono tante persone che vivono in condizioni inaccettabili. L’Italia è pronta a rafforzare gli aiuti per garantire le condizioni di vita minime” ma “tra le premesse che io ho anticipato a Sarraj c’è anche il richiamo sulle persone che vivono lì”.

I rapporti con l’Ue

Conte ha parlato anche del cambio di approccio con l’Ue dopo l’addio di Salvini al governo. “Oggi la redistribuzione europea ci viene assicurata subito. Prima passavo le mie giornate a fare telefonate e a chiedere cortesie personali, oggi chiedo quello che deve essere fatto per l’Italia”, ha detto. E ancora: “Ho sempre detto che siamo in un sistema” europeo “integrato, per me prospettive diverse sono velleitarie. Sono stato altresì consapevole che la nostra casa europea sta attraversando un momento critico. Ho sempre ragionato di un europeismo non fideistico, che fa male all’Europa”.

“Non dobbiamo distogliere l’attenzione dal reddito di cittadinanza”

Dichiarazioni di Conte sono arrivate anche sul reddito di cittadinanza e su Quota 100. “Non dobbiamo distogliere l’attenzione dal reddito di cittadinanza, dobbiamo lavorare all’aspetto della formazione e a quello occupazionale perché solo così quel provvedimento non avrà carattere assistenzialistico”, ha detto. Sulla seconda misura, invece, ha assicurato che non c’è intenzione di “distruggere il progetto riformatore”. Poi Conte ha spiegato: “Io non posso vendere il fumo, tra disegni di legge e decreti ci vorranno un paio di anni, è un progetto riformatore che ha una prospettiva”.





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