Conte: flat tax in deficit? Progetto ancora non c’è


“Un progetto di flat tax (COS’È) non è ancora arrivato a Palazzo Chigi”. A dirlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rispondendo a chi gli chiede se sia favorevole a realizzare il provvedimento in deficit, come propongono Lega e M5s. Dal canto suo il vicepremier e leader del Carroccio, Matteo Salvini, continua a insistere, sottolineando che “la relazione di Banca d’Italia conferma la necessità di uno choc fiscale per far ripartire l’economia italiana. La flat tax è la prima riforma che governo e Parlamento dovranno discutere”. “La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax ci trova favorevoli – è la risposta arrivata da fonti del M5s – A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea: ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro”.

Conte: “L’Italia è fuori dalla recessione”

Intanto nella giornata in cui è attesa la risposta di Roma alla lettera della Commissione Ue, Conte sottolinea che “l’Italia è fuori dalla recessione, l’economia non arranca”. I principi della missiva sono stati discussi nel vertice che il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha avuto con gli ‘sherpa’ economici del partito di via Bellerio e con il presidente del Consiglio. “L’Italia non si piega”, ha sottolineato anche Di Maio.

Sul tavolo anche Irpef, pace fiscale, imprese e lotta all’evasione

Ma non c’è solo la flat tax: ci sarà di conseguenza, fanno notare fonti parlamentari della Lega, una revisione delle aliquote Irpef del 41 e del 43%, che per le fasce alte potrebbero negli anni successivi scendere prima al 38% poi tra il 30 e il 35. E sul tavolo poi ci sono la proroga alla pace fiscale (COS’È), gli aiuti alle imprese in crisi e la lotta all’evasione. Potrebbe arrivare inoltre un provvedimento governativo sulla possibilità di applicare le sanzioni per quegli esercenti che non utilizzano il Pos, introducendo la novità di eliminare ogni tipo di commissione.

Lunedì il vertice di governo

Ma la dialettica tra M5s e Lega prosegue anche su altri temi, con i pentastellati che in questo momento non intendono ostacolare l’alleato di governo. La linea, riferiscono fonti parlamentari, è quella di lasciare al Carroccio la possibilità di portare avanti i provvedimenti annunciati: il M5s è pronta a dire sì anche al decreto sicurezza bis e a discutere apertamente sull’autonomia, chiedendo poi un via libera sull’introduzione del salario minimo. Poi c’è lo sblocca cantieri (COSA PREVEDE) e la possibilità di sospendere per due anni il codice degli appalti, ipotesi su cui il Movimento 5 stelle potrebbe chiedere un passaggio all’Anac per una valutazione che, presumibilmente, sarà negativa. Il vertice di governo ci sarà lunedì, e Conte continua a chiedere chiarezza agli alleati perché “in questi giorni – ha osservato – ravviso ancora delle scorie della campagna elettorale che vanno smaltite”.






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