Conte a Salvini: “Su Open Arms sleale collaborazione”


La vicenda Open Arms segna un nuovo profondo strappo politico all’interno della crisi di governo. Il premier Giuseppe Conte, in una lunga lettera aperta indirizzata a Matteo Salvini, lo attacca direttamente: sul caso della nave con a bordo 147 migranti, che si trova davanti a Lampedusa, da parte del ministro Salvini c’è stato “un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare”. Immediata la replica del titolare degli Interni: “Ho ossessione lotta a trafficanti esseri umani. Mi pagano non per essere l’anima bella ma per difendere la sicurezza. Se qualcuno è nostalgico dei 200 mila sbarchi lo dica, se qualcuno è nostalgico del Pd lo dica. Certo dispiace che certe cose invece che dirle in faccia il gentile Presidente del consiglio le renda pubbliche mente sto lavorando”. Intanto l’imbarcazione della Ong spagnola è entrata in acque italiane dopo che il ministro della Difesa Elisabetta Trenta non ha firmato il divieto di ingresso chiesto dal Viminale.

Conte attacca Salvini

“Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo” scrive Conte a Salvini, “Su Open Arms ti ho scritto una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, ‘nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione’. Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo” in questo modo “alterando” una “chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio”.

Conte a Salvini: da lui troppi strappi istituzionali

“Siamo ormai agli sgoccioli di questa nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato fianco a fianco per molti mesi e ho sempre cercato di trasmetterti i valori della dignità del ruolo che ricopriamo e la sensibilità per le istituzioni che rappresentiamo”, prosegue Conte. “La tua foga politica e l’ansia di comunicare, tuttavia, ti hanno indotto spesso a operare “slabbrature istituzionali”, che a tratti sono diventati veri e propri “strappi istituzionali”.

Conte: per migranti soluzione europea o Italia isolata

Nella missiva postata su Facebook Conte prosegue: ”Questo è il momento di insistere in direzione di una soluzione sempre più europea, altrimenti l’Italia si ritroverà completamente isolata in una situazione che diventerà, nuovamente, via via sempre più ingestibile. Se davvero vogliamo proteggere i nostri “interessi nazionali”, non possiamo limitarci a esibire posizioni di assoluta intransigenza. Mi batterò sino all’ultimo giorno perché si affermi un meccanismo europeo, da applicare in via pressoché automatica, per operare una redistribuzione che veda tutti i Paesi dell’Unione pienamente coinvolti, in modo da evitare che i Paesi di primo sbarco, come l’Italia, siano abbandonati a se stessi. Non possiamo agire da soli. Dobbiamo continuare a insistere in Europa, come peraltro hai fatto Tu, di recente a Helsinki. E’ questa la direzione giusta”.

Open Arms, Conte: 6 Paesi Ue pronti accogliere migranti

“Francia, Germania, Romania, Portogallo, Spagna e Lussemburgo mi hanno appena comunicato di essere disponibili a redistribuire i migranti”, aggiunge il premier. “Ancora una volta, i miei omologhi europei ci tendono la mano. Dobbiamo tutti operare per riconoscere piena dignità alle istituzioni che rappresentiamo, nel segno della leale collaborazione. Hai alle spalle e davanti una lunga carriera politica. Molti l’associano al potere. Io l’associo a una enorme responsabilità”. Infine il premier spiega a Salvini: “Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula ‘porti chiusi’. Ma “il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali”.






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