Caso Siri, Conte: “Confido di poterlo vedere domani”


Il faccia a faccia tra il premier Giuseppe Conte e il sottosegretario leghista Armando Siri, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta sull’eolico, è sempre più vicino. Lo conferma il presidente del Consiglio dalla Cina: “Domani confido di poter vedere Siri: non ho ancora fissato l’incontro ma sicuramente domani sarà il primo giorno utile per poterlo vedere. Datemi il tempo di riorganizzare l’agenda per la fase di rientro”. Così Conte risponde, a margine della sua visita alla Città proibita di Pechino, a chi gli chiede se al suo ritorno in Italia incontrerà il sottosegretario ai Trasporti per valutare la sua posizione dopo l’indagine per corruzione a suo carico.

Conte: “Non è con approccio del giudice che affronterò vicenda”

“Sono d’accordo con Salvini – aggiunge Conte – e infatti l’ho dichiarato anche io: non sono un giudice. Non è certo con l’approccio del giudice che affronterò il problema”. Così il premier replica al ministro dell’Interno che qualche giorno fa aveva affermato che il premier non è un giudice e che non sono emersi “atti concreti” a carico di Siri. “I tempi della giustizia – dice Conte – sono altri. Io ho fatto l’avvocato e mai fatto il giudice neppure prima: non lo sono adesso”.

La vicenda Siri

L’inchiesta che vede indagato il sottosegretario è l’ennesima vicenda che ha messo su posizioni opposte Lega e M5s.  I pentastellati, con Di Maio in testa, hanno chiesto a più riprese le  dimissioni di Siri. “Conte dovrà spingerlo alle dimissioni. E lo farà, ne sono sicuro”, ha detto il vicepremier del M5s. Dall’altro lato, Salvini ha sempre difeso il sottosegretario: “Io aspetto la magistratura. Siamo in un Paese civile dove non si e’ colpevoli o innocenti in base a un’occhiata”, è il pensiero espresso più volte dal leader del Carroccio.  Dalla Cina, dove è volato per il forum sulla Via della Seta, il premier ha allontanato i dubbi sulla decisione che dovrà prendere: ”Non mi sento condizionato” da M5s e Lega. E a chi gli ha prospettato l’eventuale allontanamento del sottosegretario, Conte ha risposto: “Se mi dovessi convincere di questa soluzione non ci saranno alternative. Ho il potere? Lo vedremo, a tempo debito”.






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