Carlos Ghosn racconta la sua innocenza


Carlos Ghosn protesta a gran voce la propria innocenza. Per la prima volta ha avuto l’opportunit di rivolgersi direttamente al pubblico, dopo quasi cinque mesi dal suo primo arresto e poco prima del quarto provvedimento di custodia cautelare nei suoi confronti. L’ex presidente di Renault, Nissan e Mitsubishi (nonch dell’alleanza strategica fra i tre costruttori) ha registrato un video il 3 aprile mentre era in libert provvisoria dopo aver trascorso 108 giorni in carcere (e dietro il pagamento di una cauzione da circa 8 milioni di euro). Le sue intenzioni erano di convocare una conferenza stampa per l’11 aprile, ma quando appariva chiaro che sarebbe stato arrestato nuovamente, ha registrato il filmato. Il 4 aprile quindi il manager stato ancora raggiunto da un ordine di cattura, tornando in prigione. Il video stato quindi diffuso dai suoi legali il 9 aprile prima alla stampa estera a Tokyo e poi su un canale You Tube appositamente creato.

Le accuse
Riepiloghiamo brevemente la complessa vicenda. Ghosn stato arrestato per la prima volta il 19 novembre 2018 a Tokyo dopo una denuncia da parte della Nissan. Viene accusato di frode fiscale per aver omesso di dichiarare l’equivalente di circa 80 milioni di euro in stipendi ricevuti come presidente della Nissan dal 2010 al 2018. Viene inoltre accusato di aver stornato illegalmente fondi dell’azienda per uso personale, circa quattro milioni e mezzo di euro. Gli viene infine imputato di aver temporaneamente spostato una cifra pari ad altri 14,6 milioni di euro dai bilanci della Nissan per coprire sue personali perdite azionarie tramite l’intervento di una societ in Arabia Saudita. Se riconosciuto colpevole, il manager franco-brasiliano rischierebbe una condanna fino a 15 anni di carcere.


Nel giorno del primo arresto di Ghosn, l’amministratore delegato della Nissan Hiroto Saikawa aveva dichiarato alla stampa che la condotta illecita non potuta emergere prima, a causa della scarsa trasparenza dovuta al troppo potere concentrato su una sola persona. Nei giorni immediatamente successivi, prima Nissan e poi Mitsubishi hanno licenziato Ghosn, rimuovendolo da tutte le cariche. In seguito anche la Renault lo ha sostituito, dopo averne ottenuto le dimissioni.

La difesa
Carlos Ghosn ha sempre proclamato la propria innocenza nei confronti di tutte le accuse, fin dalla prima udienza preliminare per la convalida dei fermi, tenutasi solo l’8 gennaio (il sistema giudiziario giapponese molto sbilanciato verso l’accusa). Nello specifico, il dirigente sostiene che l’importo per i compensi non mai stato fissato definitivamente, n effettivamente pagato, quindi non era necessario dichiarare nulla al fisco. Per quanto riguarda i fondi dirottati in Arabia, Ghosn afferma che quei pagamenti erano dovuti a servizi legittimi resi dalla societ mediorientale alla Nissan, la quale ne ha ricevuto dei benefici.

Il video
Questi sono i passi pi importanti del messaggio trasmesso da Carlos Ghosn in video il 9 aprile. “Se mi state ascoltando tramite questo video oggi perch non mi stato possibile tenere la conferenza stampa che avevo programmato per l’11 aprile. Ma voglio dirvi l’essenza del messaggio che avrei voluto comunicare: sono innocente. Non nuovo, lo avete gi sentito a gennaio e lo ripeto oggi. Sono innocente di tutte le imputazioni che sono state formulate contro di me. Ho trascorso 108 giorni in prigione perch ho sempre mantenuto questa posizione. Sono anche innocente di tutte quelle accuse che ruotano intorno alle imputazioni. Sono state prese fuori dal contesto e manipolate per dipingere un personaggio avido e dittatoriale.

Il secondo messaggio che voglio trasmettere che amo il Giappone e la Nissan. Nessuno lavora e vive per 20 anni in una nazione e alla dirigenza di un’azienda senza amore e impegno. In particolare quando questi anni evidenziano i miei risultati. Sono arrivato in Giappone nel 1999 non per calcolo, ma perch ero affascinato da questo Paese e dalla sfida di rianimare la Nissan. Sapete tutti benissimo che ho impegnato la mia carriera verso il successo del piano di recupero della Nissan, questo grazie in particolare al lavoro delle migliaia di persone che lavorano alla Nissan, soprattutto in Giappone. Questo amore per il Giappone e la Nissan non intaccato nemmeno oggi, dopo tutto il male che ho dovuto subire”.

Ghosn poi passato all’attacco: “Il terzo messaggio che voglio comunicarvi : questa una congiura. Si tratta di una cospirazione e una pugnalata alle spalle. Perch accaduto questo? Perch c’era il timore che il passo successivo dell’alleanza (con Renault e Mitsubishi, ndr), orientato verso una fusione, potesse minacciare alcune persone e, in ultima analisi, l’autonomia della Nissan; minaccia che invece non si mai prospettata negli ultimi 19 anni, quando l’alleanza venne creata. Io sono stato il pi duro sostenitore dell’autonomia della Nissan, e avevo chiaramente spiegato che ci sarebbe continuato, indipendentemente dai passi futuri.

Ma l’autonomia deve essere basata sulla performance, nessuno riceve autonomia solo per il gusto di averla; da qui arrivata quella paura. Perch la performance della Nissan non buona, degradata parecchio. Tre avvertimenti sui profitti in un paio d’anni, alcuni scandali. Il problema non che accadono cose brutte nell’azienda, ma il ricevere fiducia quando si reagisce ad esse. Una fiducia che mancata, perch non si agito per aggiustare ci che non andava bene. E’ qui che abbiamo avuto un problema con l’attuale management dell’azienda. Queste persone sono note. Io ho molto rispetto per i dipendenti della Nissan, sto parlando in questo caso di alcuni dirigenti che, per il loro egoismo e le loro paure, stanno causando parecchia distruzione di valore. I nomi? Li conoscete. Parliamo di persone che hanno condotto un gioco molto sporco. Spero che alla fine la verit venga fuori”.

I successi del passato
Carlos Ghosn ha 65 anni, nato in Brasile. Ha cominciato la carriera manageriale alla Michelin. Nel 1996 viene chiamato alla Renault per diventarne vicepresidente esecutivo, col compito di uscire dalla crisi finanziaria. Missione che compie brillantemente tagliando costi, razionalizzando la produzione e lanciando nuovi modelli. Nel 1999 viene creata l’alleanza Renault-Nissan e Ghosn diventa amministratore delegato della casa giapponese, sull’orlo della bancarotta. In tre anni il manager brasiliano riesce a risanarla completamente, smantellando consuetudini molto radicate nell’ambiente industriale giapponese. Nel 2005 Ghosn diventa presidente e amministratore delegato della Renault, mantenendo anche il ruolo di CEO della Nissan. Nel 2007 ha avviato notevoli investimenti verso la propulsione elettrica, portando l’alleanza a diventare nel 2017 il leader mondiale nel settore dei veicoli elettrici, avendo proprio nella Nissan Leaf l’auto elettrica pi venduta al mondo.

 Lorenzo Baroni 

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