Cannabis, la direttiva del Viminale: più controlli, no chiusure


Più controlli ma nessuna chiusura dei cannabis shop. Dopo gli annunci del ministro dell’Interno arriva la circolare del Viminale che, però, non dispone stop generalizzati ma invita prefetture, forze di polizia e amministrazioni locali ad effettuare, entro il prossimo 30 giugno, “uno specifico report sulle risultanze della ricognizione svolta e sulle iniziative conseguentemente intraprese”. 

La direttiva del Viminale

La circolare del Capo di Gabinetto, Matteo Piantedosi, emanata nella tarda serata del 9 maggio, prevede di: vigilare sulla vendita illegale di derivati e infiorescenze della canapa, “impropriamente pubblicizzata come consentita dalla legge n. 242/2016”, effettuare uno screening sui territori dei negozi destinati alla vendita di canapa, facendo particolare attenzione a alla “localizzazione degli esercizi, con riferimento alla presenza nelle vicinanze di luoghi sensibili quanto al rischio di consumo delle sostanze, come le scuole, gli ospedali, i centri sportivi, i parchi giochi, e, più in generale, i luoghi affollati e di maggiore aggregazione, soprattutto giovanile”.

30 giugno

Entro il 30 giugno, i prefetti di tutta Italia, i commissari delle Province di Trento e Bolzano e il presidente della giunta valdostana dovranno approntare e far avere al dicastero diretto da Matteo Salvini uno specifico report sulle risultanze della ricognizione svolta e sulle iniziative di conseguenza intraprese nei rispettivi territori di competenza.

Vicinanza a scuola

Nella direttiva del Capo di Gabinetto, trasmessa per conoscenza anche al Capo della Polizia, Gabrielli, si sottolinea che un altro aspetto da prendere in esame è la localizzazione degli esercizi, con riferimento alla presenza nelle vicinanze di luoghi sensibili quanto al rischio di consumo delle sostanze: scuole, ospedali, centri sportivi, parchi giochi e, più in generale, i luoghi affollati e di maggiore aggregazione, soprattutto giovanile. 

Gli esiti dell’attività di ricognizione condotta saranno quindi sottoposti alle valutazioni del rispettivo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di definire un “programma straordinario di prevenzione di eventuali comportamenti vietati da parte degli operatori commerciali, specialmente se diretti verso la categoria più vulnerabile degli adolescenti”. In questo senso, le autorità chiamate in causa “dovranno in primis ricomprendere le aree interessate tra quelle da sottoporre ad attenzione all’interno dei Piani di controllo coordinato del territorio”, definendo con gli enti locali “intese collaborative ad hoc per un organico coinvolgimento delle polizie locali nelle relative attivita’”.

Questi servizi di “osservazione” attivati consentiranno – nelle intenzioni del Viminale – lo svolgimento di apposite analisi sui prodotti acquistati negli esercizi in esame, finalizzate a scongiurare situazioni di detenzione e vendita che rientrano nel perimetro delle sanzioni previste dalla normativa antidroga. 

Coltivazione canapa

La direttiva di Piantedosi ai prefetti e alle altre istituzioni chiamate in causa non manca di ricordare che in Italia è al momento ammessa la coltivazione della canapa nel rispetto di quanto previsto dalla legge 2 dicembre 2016, n. 242, che ne premia il valore “quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale sostituto di colture eccedentarie e come coltura da rotazione”.

In particolare, queste disposizioni prescrivono che la coltivazione può riguardare solo le varietà ammesse, le quali non rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope e che dalla canapa coltivata è possibile ottenere esclusivamente i prodotti puntualmente indicati all’art. 2, comma 2, della medesima legge n. 242/2016. 

Vendita impropriamente pubblicizzata

Premesso questo, Piantedosi sottolinea che viene impropriamente pubblicizzata come consentita dalla legge n. 242/2016 la vendita di derivati e infiorescenze di cannabis e si sta assistendo ad una crescita esponenziale del relativo mercato, in esercizi commerciali dedicati o misti nonché on line. In realtà, “tra le finalità della coltivazione della canapa industriale non è compresa la produzione e la vendita al pubblico delle infiorescenze, in quanto potenzialmente destinate al consumo personale, in quantità significative da un punto di vista psicotropo e stupefacente, attraverso il fumo o analoga modalità di assunzione”.






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