Autonomia, chiuso l’accordo su parte finanziaria tra Veneto e Mef


Accordo raggiunto tra il ministero dell’Economia e il Veneto sulla parte finanziaria dell’autonomia rafforzata della regione. L’intesa, spiegano Massimo Garavaglia, viceministro dell’Economia, e Erika Stefani, ministro agli Affari Regionali, prevede “l’approdo ai costi e fabbisogni standard partendo da una fase iniziale calcolata sul costo storico”. La copertura, ha aggiunto Garavaglia, “sarà a saldo zero e le risorse sono garantite tramite la compartecipazione di imposte”. Il testo dell’accordo, come annunciato dal ministro Stefani, sarà sottoposto al Consiglio dei ministri domani, anche se, spiega, “restano dei nodi politici sui quali discutere”. Oltre a quella del Veneto, il testo riguarda l’autonomia rafforzata del Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Commenta il presidente del Veneto, Luca Zaia: “C’è finalmente un documento finale sulla autonomia che, se fosse confermato avere i contenuti proposti dal Veneto, per noi è immediatamente sottoscrivibile”, afferma. “Ci sono ancora delle resistenze su taluni aspetti da parte di certi dicasteri – aggiunge Zaia – ma spero che questi ostacoli vengano superati perché se così sarà, si firma”.

Zaia: “Riforma storica”

“Il passaggio in Consiglio dei Ministri di domani è fondamentale, vedremo cosa ne uscirà”, ha proseguito Zaia. “Certo è – conclude – che siamo di fronte a una riforma storica e, come tutte le riforme storiche e i grandi cambiamenti (pur se assolutamente in linea con la Costituzione vigente), ha il suo giusto travaglio”.

Stefani: “Regionalismo differenziato chiave di volta per regioni”

“Dal punto di vista finanziario, per la parte finanziaria è tutto a posto”, ha assicurato Garavaglia spiegando che si è concluso positivamente “l’approfondimento tecnico” sull’autonomia tra i due ministeri. Il ministro Stefani poi rassicura: “Nessuna misura di solidarietà nazionale verrà meno e mai saranno sottratte risorse da un territorio in favore di un altro”, ha affermato l’esponente della Lega. “Ricordiamo che l’efficientamento della spesa pubblica nelle singole regioni genera un beneficio a tutto l’impianto statale”. E conclude: “Pensiamo che il regionalismo differenziato sia la chiave di volta per le regioni. È un’occasione da cogliere e non un pericolo da scampare”.

De Luca: “Pronti a tutto per bloccare autonomia differenziata”

Il riferimento del ministro Stefani è alle preoccupazioni e alle critiche al regionalismo differenziato di alcune regioni, soprattutto al Sud. A scendere in campo tra i primi è stato il presidente della Campania Vincenzo De Luca, che oggi promette battaglia: “Faremo di tutto per bloccare il processo dell’autonomia differenziata se vengono meno le questioni di contenuto e metodo democratico”, ha detto De Luca, che afferma di essere pronto anche “al ricorso alla Corte Costituzionale, alla mobilitazione sociale e alla lotta”. Il presidente campano conclude: “Lo spirito che abbiamo è di un nuovo Risorgimento se vanno avanti spinte destinate a disgregare l’unità del Paese”.






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