Auto più sicure ma serve l’attenzione di chi guida


“La strada è di tutti”. Sembra un concetto banale, quello espresso da Alessandro De Martino, ad di Continental Italia, ma non lo è. Anche perché la strada di oggi, e quella del futuro, è il centro dell’attenzione del lavoro di tutti gli operatori dell’automotive. Anche e soprattutto di quelli che si occupano della sicurezza. Ed è così che Continental ha commissionato la prima ricerca sul tema alla Euromedia Reserarch di Alessandra Ghisleri. Con risultati sorprendenti. Soprattutto per chi si occupa di pneumatici e dispositivi di sicurezza.


LA RICERCA
Nonostante la sempre crescente diffusione si sistemi di sicurezza assistiti (vedi gli ADAS), il 34,9% del campione intervistato sostiene la fondamentale componente umana: sono i guidatori e il loro senso di responsabilità a fare la parte principale per avere una maggiore sicurezza stradale. Seguono la maggiore severità delle forze dell’ordine (16,7%) e al 15,5% le aziende che producono auto e pneumatici. Gli italiani, autoindulgenti di natura, al 79,5% si ritengono “rispettosi delle regole”: si muovono in maggioranza in auto (78,2%), mezzi pubblici (8,6%) e moto/scooter (5,7%). L’auto è sempre ritenuta il mezzo più sicuro (44,1%) seguita dai piedi (22,6%) e dai mezzi pubblici (9,9%). Indietrissimo le due ruote a motore ferme al 3,9%.


TIMORI
Il maggior timore tra gli utenti della strada è l’incidente (in particolare l’investimento) per il 68% del campione. L’11,7% teme molestie o aggressioni (in particolare donne, under 25 e autisti di mezzi pesanti) e lo scippo (6,1%). La sicurezza per il 44,4% del campione dipende dalla distrazione, seguita dalla trasgressione delle regole (43,7%). E nel futuro, il 43,5% degli utenti considera di gran lunga come fondamentale il fatto che i sistemi di sicurezza siano in grado di evitare incidenti.

 Alessandro Pastore 

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