Amazon, sciopero dei corrieri oggi 26 Febbraio in Lombardia



Sarà un martedì nero per Amazon in Lombardia. I driver del colosso di Jeff Bezos infatti hanno proclamato sciopero per la giornata di oggi ed una protesta in piazza XXV Aprile, dove si trovano gli uffici del gigante di Seattle.

Alla base della protesta c’è l’eccessivo sovraccarico di pacchi. Alle 14 è atteso anche il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini.

In una nota diffusa dai sindacati FILT CGIL, FIT CISL ed Uil Trasporti, si legge che la protesta è risultata doverosa per “denunciare i carichi di lavoro a cui sono sottoposti i driver che tutti i giorni consegnano i pacchi nelle case dei consumatori digitali. I driver sono le uniche facce che chi acquista incontra del complesso sistema di distribuzione delle merci del colosso mondiale, diventano in definitiva la faccia con la quale Amazon entra in contatto con i propri clienti, eppure oggi sono quelli sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti, un numero di pacchi consegnati che arriva anche al doppio di quelli che mediamente consegna un driver. Un sovraccarico che mette a rischio la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio offerto. Le aziende in appalto per accaparrarsi qualche rotta in più spremono i dipendenti per consegnare tutto ciò che gli è stato assegnato anche quando il furgone è colmo di pacchi. Non si prendono in considerazione le condizioni meteo, la lunghezza dei tragitti, il traffico. L’importante è consegnare tutto e velocemente“.

I lavoratori inoltre denunciano che tra novembre e dicembre, ovvero nel periodo a ridosso tra il Black Friday e le consegne natalizie, il numero dei dipendenti assunti per le consegne dai corrieri che lavorano per Amazon è triplicato, ma si trattava di tutte assunzioni a tempo determinato. “Dopo il picco natalizio infatti decine di lavoratori e lavoratrici sono rimasti a casa. Tuttavia le quote di mercato conquistate da Amazon aumentano ma a questo incremento non ne segue un efficiente incremento del personale. Al contrario vi è un ancora troppo diffuso utilizzo di partite Iva con un unico committente. Sembra che Amazon faccia finta di non guardare alla sua crescita e ‘viva alla giornata‘” si legge nel comunicato, in cui i sindacati fanno anche sapere che “ad ottobre 2018 era stato raggiunto un accordo di filiera che uniformava il trattamento retributivo dei driver in tutta la Lombardia. Oltre a confermare l’applicazione del contratto collettivo della logistica, l’accordo prevede di norma un limite all’orario di lavoro giornaliero che prima non veniva rispettato. Affinché l’accordo possa essere rispettato è previsto l’installazione di timbratrici che dopo quattro mesi stiamo ancora aspettando“.

Assume toni ancora più duri il comunicato nella parte in cui si legge che “persiste tutt’oggi da parte di queste aziende una resistenza sulla retribuzione dello straordinario che loro stesse pretendono dai dipendenti, continui sotterfugi per aumentare la flessibilità e nessuna risposta sulle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali. A questo possiamo aggiungere i ritardi nel pagamento degli stipendi, le buste paga costantemente sbagliate, le franchigie per i danni ai mezzi utilizzate come strumento di autofinanziamento aziendale, la difficoltà delle aziende a stare dentro le regole“. Attraverso questa mobilitazione, i sindacati chiedono “un intervento responsabile ad Amazon sulla filiera che viene frammentata sempre di più ed un piano concreto sul carico di lavoro e sulle assunzioni per redistribuire le consegne, aumentare la qualità e costruire lavoro stabile. Perché se il futuro sarà digitale e smaterializzato le persone continueranno ad essere un valore“.

Immediata è arrivata la risposta di Amazon, che chiaramente ha respinto le accuse. “Per le consegne ai clienti Amazon Logistics si avvale di piccole e medie imprese specializzate. Attraverso i fornitori di servizi di consegna gli autisti percepiscono salari competitivi e benefit. Amazon richiede che tutti i fornitori dei servizi di consegna rispettino le leggi vigenti e il Codice di condotta dei fornitori di Amazon, che prevede salari equi, orari di lavoro e compensi adeguati: effettuiamo verifiche regolari e conduciamo indagini su qualsiasi segnalazione di non conformità”. Sulla questione della mole di lavoro, la società osserva che “il numero di pacchi da consegnare è assegnato ai fornitori di servizi di consegna in maniera appropriata e si basa sulla densità dell’area in cui devono essere effettuate le consegne, sulle ore di lavoro, sulla distanza che devono percorrere. Amazon assegna le rotte ai fornitori di servizi di consegna che poi le assegnano ai loro autisti sulla base della loro disponibilità”, mentre per quanto riguarda i contratti “durante l’anno la gran parte degli autisti ha contratti a tempo indeterminato ma dati i volumi variabili della nostra attività, come ad esempio il Natale, i nostri partner ricorrono anche ad autisti con contratti in somministrazione. Circa il 90% degli autisti termina la propria giornata di lavoro prima delle 9 ore previste. Nel caso in cui venga richiesto straordinario, viene pagato il 30% in più come previsto dal contratto nazionale Trasporti e Logistica“.



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