acchiappiamoli tutti su Nintendo Switch


Era da anni che fra i fan dei Pokémon non serpeggiava un fermento simile a quello maturato nel corso delle ore appena trascorse. A dirla tutta, era da molto tempo che un nuovo titolo a tema Pocket Monster non riusciva a destare così tanta curiosità anche in chi, per i giochi della serie, ha sempre nutrito un interesse moderato. Non poteva essere altrimenti: dopotutto, stiamo parlando di un franchise storico che, tolta la parentesi Let’s GO, Pikachu!/Eevee!, stava soltanto aspettando il momento giusto per rivelare al mondo quale sarebbe stata la sua mossa successiva; non un passo qualunque, ma un grande salto pronto a proiettare la sua linea di prodotti più importante – quella dei GdR duri e puri – verso i “nuovi” lidi dell’home console.

Durante l’annuale Pokémon Day, Nintendo e The Pokémon Company hanno finalmente alzato il sipario su quello che per mesi è stato un progetto blindatissimo. Lo hanno fatto con sette minuti di presentazione: sette, come le generazioni che hanno preceduto la nascita di questa ottava, attesissima ondata di creature tascabili. Una durata assai condensata, eppure sufficiente a svelare almeno il nome del nuovo dittico per Switch – Pokémon Spada e Scudo – e qualche informazione più o meno esplicita su ciò che i prodotti potrebbero riservarci per la fine di questo 2019.

Benvenuti a Galar

Partendo dall’ovvio, non dovrebbe sorprendere che Pokémon Spada e Pokémon Scudo siano incentrati sulla scoperta di una regione totalmente inedita. Dopo Alola sarà il turno di Galar, un continente dal colpo d’occhio vastissimo e sorprendentemente stratificato in fatto di composizione interna. La ricchissima riproduzione geografica proposta da Shigeru Ohmori, Game Director di Game Freak, parla da sé riguardo la grande varietà di zone che attenderanno il nostro nuovo allenatore (maschio o femmina che sia) una volta imbracciato lo zaino per lasciarsi casa alle spalle. Se ciò non bastasse, il primo trailer ci ha permesso di osservare da vicino qualche scorcio di un mondo dal design piuttosto promettente, pot-pourri che mischia paesaggi lacustri, aree montane e centri industrializzati – di chiara ispirazione inglese – con una naturalezza a prima vista convincente. È qui, setacciando questo mondo da cima a fondo, che faremo la conoscenza di tanti Pocket Monster mai visti prima. Ancora tutto tace sul numero di new entry che andrà effettivamente a rimpinguare la nuova versione del Pokédex, laddove invece è stato mostrato qualcosa in merito agli starter della generazione in arrivo. I tre fortunati rispondono al nome di Scorbunny, Sobble e Grookey, e sono rispettivamente di tipo fuoco, acqua ed erba.

Dalla loro cut scene introduttiva veniamo a sapere che il primo è una sorta di coniglio dal passo fiammeggiante, il secondo un'”acqualucertola” con il potere dell’invisibilità, mentre del terzo, simile ad uno scimpanzé, ancora non sono ben chiari i reali talenti, salvo il fatto di essere una creatura “dalla curiosità sconfinata“. Un trio di caratterizzazioni come sempre fanciullesco, che non faticherà a catturare gli apprezzamenti dei trainer più giovani. È invece meno scontato che il terzetto abbia le carte in regola per incontrare il gusto dei giocatori veterani, ai quali il futuro bestiario, forse, farebbe bene a riservare qualche mostriciattolo dal look un po’ più accattivante.

Le premesse di Pokémon Spada e Scudo rassicurano soprattutto sul fronte estetico. Nintendo e Game Freak hanno estratto dal cilindro uno stile che mescola la grafica cartoon dei due precedenti spin-off per Switch a una foggia artistica più dettagliata e “matura” che, a prima vista, pare piacevole e appagante. Anche i duelli fra Pokémon, suggeriti solamente da qualche frame fugace, appaiono valorizzati da animazioni nuove di zecca, di sicuro più curate e realistiche rispetto a quanto visto in passato.

D’altro canto, i video dimostrativi sono stati avari di conferme riguardo il sistema di gioco che potrebbe contraddistinguere la futura produzione. In linea di massima, pare sconfessata l’ipotesi di un Pokémon RPG in salsa “open world”: le strade di Galar sembrano ancora una volta realizzate secondo una logica a corridoi, sebbene ad ora non sia possibile escludere l’esistenza di spazi più ampi e aperti all’interno della mappa.

Qualcos’altro tuttavia si è già intuito e potrebbe far storcere il naso a quella frangia di appassionati che nei due Let’s GO aveva visto del buono, se non altro in termini puramente strutturali. A quanto pare, infatti, la nuova coppia ruolistica farà a meno dei Pokémon direttamente visibili nell’erba alta in favore di una caccia “vecchio stampo”, basata sui classici incontri casuali. Una decisione che sulle prime lascia perplessi: Joy-Con alla mano, l’aggiunta degli animaletti in forma poligonale aveva dimostrato qualità dalle quali è pericoloso, ad oggi, fare un passo indietro.

Valori che confluivano in un ritmo di gioco snellito, in un grinding più libero e in un approccio all’esperienza meno condizionato da criteri prettamente competitivi, che insomma rischiano di venir meno senza motivazioni plausibili, almeno all’apparenza.

In assenza di notizie certe sul combat system, l’impressione -assolutamente preliminare- è che Pokémon Spada e Pokémon Scudo puntino ad essere più tradizionali di quanto molti poké-fan credessero prima del reveal. Se ciò sia un bene oppure un male, sarà solo il tempo a potercelo confermare.



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