4K nel mirino e solide prestazioni


AMD contro tutti. Si potrebbe sintetizzare così il 2019 della casa americana, impegnata da un lato a recuperare posizioni su Intel nel mercato dei microprocessori, compito che sta riuscendo molto bene, mentre dall’altro intende sottrarre quote di mercato a NVIDIA in quello delle GPU. Dopo un 2018 nero per i giocatori, con prezzi alti (ma anche alti introiti per i produttori) causati dal mining, ora la situazione è decisamente migliorata, con un’offerta varia e adatta a tutte le tasche. Non serve spendere centinaia di euro per giocare in Full HD, tra i 150 e i 300 Euro sono disponibili oggi prodotti molto validi e dal buon rapporto prezzo prestazioni, come le Radeon RX 570 e 580.
In questa fascia AMD ha la meglio su NVIDIA, che deve rinnovare il suo parco prodotti, fermo alle GTX 1050 e 1060. Salendo col prezzo però NVIDIA la fa da padrone, con le RTX 2060, 2070 e 2080 ha di fatto spazzato via la concorrenza, creando anche quel mostro di potenza che è la RTX 2080 Ti. Una risposta era attesa in questo segmento di mercato da AMD, risposta che prende il nome di Radeon VII, la prima GPU a 7 nm mai prodotta indirizzata ai giocatori, l’ultimo sussulto dell’architettura GCN5 prima dell’arrivo di Navi.

Sistema di dissipazione, temperature e connessioni

Radeon VII dovrebbe essere disponibile unicamente con design reference. Diversi brand proporranno la propria versione della GPU di AMD, ma a parte qualche piccola personalizzazione non dovrebbero esserci differenze rispetto al dissipatore che vedete nelle immagini di questo articolo. Non ne abbiamo ancora la certezza assoluta, ma i primi leak sulle varianti di terze parti mostrano tutte un sistema di dissipazione simile a questo. Si tratta di una notizia positiva, perché AMD ha deciso di puntare sul metallo per la sua top di gamma, che ricopre interamente la scheda. Anche le nuove RTX utilizzano questo materiale, ma a livello di design AMD ha scelto linee diverse, più minimaliste, con una Radeon VII più squadrata. Di fatto, il dissipatore impiegato è un blocco di metallo con bordi tagliati a laser, materiale utilizzato anche per il backplate, andando ad ottimizzare così la dissipazione termica della scheda. Sul retro sono presenti tre DisplayPort e una HDMI, per un parco connessioni non particolarmente vasto ma con tutto quello che serve.

Il dissipatore utilizzato permette di mantenere i 30° in idle, raggiungendo i 69° sotto stress (test effettuato con 30 minuti di benchmark Unigine Heaven continuativi). Interessante osservare come AMD abbia preso davvero sul serio il controllo delle temperature di questa GPU, tanto che il numero di sensori dedicati è raddoppiato rispetto alla Vega 64, offrendo così maggiore precisione nella rivelazione della Junction Temperature, ovvero la massima temperatura operativa raggiungibile dalla GPU.

Questo è importante perché i dati ricavati vengono utilizzati per lo spegnimento in caso di eccesso di calore, come anche per l’ottimizzazione del clock, che può arrivare così più vicino ai limiti operativi. Tutti questi dati sono osservabili direttamente dal pannello di controllo Radeon Settings, che integra una sezione chiamata Global WattMan, da cui analizzare l’andamento della scheda video.

Vega 2.0

La Radeon VII è una derivazione diretta dell’acceleratore grafico professionale Radeon Instinct MI50, anche questo realizzato a 7 nm. In attesa di Navi, si tratta di una delle GPU più potenti a listino di AMD, seconda solo alla Instinct MI60. Per tagliare i tempi di sviluppo ed arrivare sul mercato con una scheda video che potesse competere nella fascia alta con NVIDIA, AMD ha fatto solo alcuni piccoli cambiamenti, mantenendo però l’architettura del chip Vega 20 praticamente per intero. Rispetto al chip Vega 10, utilizzato nella Radeon RX 64, il passaggio dal processo produttivo a 14 nm a quello a 7 nm ha permesso di ridurre le dimensioni del die della GPU, passando dai 495 mm2 ai 331 mm2, liberando quindi spazio per inserire altri due stack di memoria HMB2, per un totale di 16 GB di memoria interna con un bandwidth di 1 TB/s e un bus a 4.096 bit (contro i 2048 bit e 483.8 GB/s della Vega 64).
16 GB possono sembrare tanti per il gioco, ma non in 4K, e la tendenza prevede un aumento della memoria video necessaria per gestire questa risoluzione, tendenza che si accentuerà con l’arrivo delle console di nuova generazione.
AMD ha quindi guardato al futuro con la Radeon VII, aumentandone la longevità operativa, almeno sul fronte della memoria video. Una scelta corretta ma anche obbligata dall’architettura del chip Vega 20 e dalla sua derivazione professionale. Per realizzare una variante da 8 GB AMD dovrebbe investire risorse nella progettazione di una nuova GPU con architettura rivista, e con Navi all’orizzonte non sembra un’ipotesi plausibile.

Proseguendo con le specifiche troviamo 60 Compute Unit, per un totale di 3840 Stream Processor, contro i 4096 presenti nella Vega 64. La riduzione degli Stream Processor viene compensata dal già citato aumento nel memory bandwidth e da frequenze di clock più alte, consentite dalla migliore gestione termica del processo produttivo a 7 nm.

Vega 20, il chip della Radeon VII

Vega 10, utilizzato sulla Radeon RX 64

Il clock base della Radeon VII sale a 1400 MHz (contro i 1274 della Vega 64), mentre la frequenza di boost arriva a 1750 MHz (1546 nella Vega 64). Le ROPs rimangono 64 ma aumenta la potenza complessiva, passando dai 12.7/25.3 TFLOP (single precision/half precision) della Vega 64 ai 14.2/28.1 TFLOP della Radeon VII.
Tutto questo con un TDP di ben 300W, 75W in più rispetto alla RTX 2080. Sotto questo aspetto AMD paga l’utilizzo di un’architettura più datata rispetto a quella Turing, portata al massimo del suo potenziale dal processo produttivo a 7 nm e in grado di competere sul fronte delle prestazioni, ma non su quello dell’efficienza.

Radeon VII vs RTX 2080

Durante la presentazione della Radeon VII AMD ha messo direttamente a confronto la sua nuova GPU di punta con la RTX 2080 di NVIDIA. Abbiamo quindi deciso di utilizzare proprio la RTX 2080 nei benchmark comparativi della Radeon VII, nonostante si tratta di due prodotti molto diversi nel prezzo, nelle specifiche e nella filosofia di base del loro sviluppo. NVIDIA ha dotato le GPU RTX di unità di calcolo specifiche da affiancare ai CUDA Core, gli RT e i Tensor Core, per gestire Ray Tracing ed effetti avanzati basati sull’IA, come il DLSS, precorrendo i tempi con una tecnologia (e ci riferiamo al Ray Tracing) che, prima o poi, diventerà lo standard nel settore. Non abbiamo dubbi su questo, anche AMD lo sa bene, tanto che il CEO Lisa Su in una recente intervista ha confermato che l’implementazione del Ray Tracing nelle GPU AMD è in lavorazione.

Lo vedremo con Navi? Non lo sappiamo, quelle che conta è che, almeno per ora, AMD ha deciso di non integrarlo all’interno della sua GPU top di gamma, privilegiando le prestazioni nel rendering tradizionale e puntando a un prezzo di vendita più basso rispetto ai concorrenti. Questo penalizzerà la Radeon VII sul lungo periodo? Impossibile dirlo ora, soprattutto osservando la situazione attuale, che vede uno scarso supporto al Ray Tracing da parte degli sviluppatori, con il solo Battlefield V ad utilizzarlo. Nei prossimi mesi i titoli in arrivo saranno diversi, da Metro Exodus ad Assetto Corsa Competizione, passando per MechWarrior 5, ma è difficile dare tempistiche certe sull’adozione di massa di questa tecnologia.

Parlavamo prima della differenza di prezzo tra le due GPU, piuttosto sostanziale, almeno nel costo di listino. La RTX 2080 è prezzata infatti a 869€ in Italia, contro i 745€ della Radeon VII. Riteniamo che il prezzo sia determinante per capire davvero le potenzialità della GPU di AMD a livello commerciale, serve però del tempo perchè il costo si stabilizzi e inizi a scendere, in concomitanza con una maggiore disponibilità di GPU.
La RTX 2080 è sul mercato da diversi mesi ormai e si trova online a cifre intorno ai 760€, praticamente identiche alla controparte AMD. Meglio attendere qualche settimana per capire fino a che punto scenderà il prezzo della Radeon VII rispetto a quello di listino, solo allora si potrà dare una valutazione definitiva.

Sistema di prova e benchmark

Per i test della Radeon VII abbiamo utilizzato un PC composto da un processore AMD Ryzen 7 2700x, con 16 GB di RAM a 3200 MHz e una scheda madre MSI X470 Gaming Plus. Essendo la Radeon VII una GPU pensata inizialmente per l’utilizzo professionale e quindi molto adatta per i content creator, abbiamo inserito tra i benchmark anche due test dedicati a questo ambito, uno sintetico, V-Ray Benchmark, e uno più pratico, effettuato Adobe Premiere, misurando il tempo impiegato per il rendering di un video 4K con diversi effetti applicati.
Partiamo proprio da questi e da V-Ray Benchmark, dove la Radeon VII ha concluso il test in 1:47 minuti, mentre la RTX 2080 ha impiegato 1:09 minuti, una vittoria piuttosto netta della GPU NVIDIA, ma dettata dalla migliore ottimizzazione di questo benchmark verso i CUDA Core. Adobe Premiere ha mostrato una piena parità, con la Radeon VII che ha impiegato 2:32 minuti contro i 2:31 della RTX 2080 per completare il rendering.

Passando invece al gaming, partiamo dai benchmark sintetici, non rappresentativi della reale esperienza di gioco ma comunque indicativi della potenza a disposizione. Come si può osservare dai grafici, la RTX 2080 stacca la Radeon VII a parità di configurazione, soprattutto con 3DMark Time Spy, dove il divario diventa più netto. Tutto questo come si traduce nella pratica, ovvero nei benchmark sui giochi reali? In questo caso dare una valutazione netta è difficile, soprattutto perchè i rapporti di forza cambiano al variare della risoluzione e del gioco utilizzato per il test.

I grafici mostrano una RTX 2080 in vantaggio sulla Radeon VII a risoluzione 1080p: Resident Evil 2 e Batman: Arkham Knight sono i due titoli in cui lo stacco è più netto, mentre negli altri casi le due GPU sono praticamente equivalenti, con differenze minime.

Salendo al 1440p il maggior quantitativo di RAM a disposizione della Radeon inizia a farsi sentire, con un sostanziale pareggio. Deus Ex: Mankind Divided vede in vantaggio rilevante AMD, mentre da Shadow of the Tomb Raider esce vincitrice NVIDIA; gli altri test mostrano risultati molto simili, sancendo un sostanziale pareggio.

Arrivati al 2160p ritroviamo la stessa situazione, alcuni giochi girano meglio con una altri con l’altra. Una volta superato il Full HD le differenze prestazionali si assottigliano sempre di più, portando la Radeon a rivaleggiare con la RTX 2080 titolo su titolo. Con Resident Evil 2 la GPU di AMD stacca la 2080, negli altri test la differenza è rappresentata da due soli frame, troppo pochi per poter determinare la vittoria di una o dell’altra a questa risoluzione.



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